S. STEFANO DI MVRANO. 513 n, 678. Essa ricorda eziandio il riacquisto lite di rivalità ira la Chiesa di Santo Stefa- di CAND1A. Ed è già notissimo che ribella- no, e quella di S. Donato di Marano nella tasi alla Signoria nostra quell’Isola, radu- quale essendo slato chiamato il Costadoni a nossi una grande armata, capitano da mar conoscere della legalità o meno di una Carla Domenico Michiel e da terra Luchino dal la lenne per legale e giudicò a favore della Verme, il quale ne riportava solenne vittoria Chiesa di S. Donalo. Tale decisione spiacque nel 40 (non nove, come dice l’epigrafe ) allo Zuffi, ch’era dell’altra chiesa, c prese maggio 4 364. Di che vedi il Sanulo (R. I. del Costadoni questa letteraria vendetta. E Script. T. XXII p. 655 c seg. e il Romanin qui mi piace di soggiungere che fralle carte p. 217 e seguenti del Vol. Ili della Storia mss. del Fanello avvi domanda di Giorgio documentata di Venezia. (Ivi 4 855 8.). Casarini (erudito che fu nostro concittadino) Resterebbe a dire della Lellera di Filo- diretta all’ Arciprete Fanello, circa i colori nomo Gerapolilano, (cioè di Silvestro Zuflì dello stemma di Murano, iepoca in cui fu ai- prete della Chiesa di Santo Stefano di Mu* tivato e il decreto che lo ha permesso, e questa ranoj nella quale Lettera descrive lo Slem- domanda era perchè il Casarini dovea farne ma di quella Comunità, cioè il Leone, segno dettagliato Rapporto alla Superiorità. Il Fa- dei Veneto dominio, e sotto a lui, o di fian- nello in dala 2 maggio 4 820 risponde, in co, un gallo tenente nel rostro una serpe sostanza, al Casarini, che venute, dopo attortigliata e sul dosso una piccola volpe il saccheggio di Aitino, a rifugiarsi in in alto di correre. Quindi ne inferisce essere quest’ isola varie famiglie, fralle quali le falso uno stemma in un sigillo il quale porla due ricche, Murani e Muraneschi, queste all’intorno le parole ti< S. DONATE .• ORA: fecero edificare e diedero all’isola il no- P POPVEO % S. COIS. MVRANI. (I) per- me Murano non solamente, ma eziandio il chè il gallo non ha nel rostro la serpe nè proprio stemma il quale era un Gallo coro- è sormontalo dalla volpetta, perchè non ha nato d argento con i piedi vermigli in cam- il Leone Veneto, segno di padronanza o pa- po azzurro, colori che si sono sempre dap- dronato, come cliiamanlo i blasonisti, c infi- poi conservati. Soggiunse ulteriormente il ne perchè non trovò ne’documenti antichi Fanello, che l’aggiunta all’antico G allo, che Santo Donato sia stalo eletto protettore feioè d’ una serpe attortigliala al rostro di di Murano, c soltanto nell’ uffizio della sua esso, e di una volpetta d‘ oro in atto di cor- traslazione 1702 vennegli, a libito di privata refe collocata sul dorso dello slesso Gallo) fu persona, poslo il litoio di Proiettore di Mu- fatta nel secolo decimoseslo ; dice però di rano. Ma 1’ abaie Moschini, nel voi. II. pag. non averne trovalo decido apposito, sendo 222 223 della Letteratura Veneziana osser- nonostante da credere che ne sia slata chie- vava essere ripiena di paradossi, oltre che sia ed ottenuta l’approvazione. In effetto di insolenze, la Lettera dello Zuffi, insolenze nelle Oselle, ossia monete che per privilegio dirette a Salmone Casto-Nido, cioè al Ca- faceva coniare nella venela zecca annual- maldolese Anseimo Costadoni, e dice che il mente la Comunità di Murano, v’era, oltre motivo per cui Io Zuffi era stato mosso a 1’ arme del doge, del podestà, del Camerlen- scrivere contra il Costadoni fu una untica go, e de’ Deputati, anche lo stemma del Gal- (1). Don Anseimo Costadoni monaco Camaldolese qualche anno prima del 4749 diede a Flaminio Cornaro l’impressione di questo stemma, che aveva ottenuta da Firenze, e che riconobbe per antico ; e il Cornaro insedilo nel Tomo III delle Chiese Torcellane alla fine ov’è il Menologium Torcellanum sotto il di septimo idus augusti. Uscita nel 4759 l’indicata Lettera dello Zuffi, il Costadoni aveva allestita una risposta, ma i consigli e del Cornaro e le insinuazioni del celebre Domenico Maria Manni, gliene fecero deporre il pensiero. E quanto al sigillo aggiungerò io du? notizie comunicatemi dall’illustre amico mio dottore Vincenzo Lazari. Nell' opera di Odoardo Melly intitolata Beiträge zur Siegelkunde des Mittelalter». Vienna 4846 pag. 4 46 avvi la impressione del delto sigillo colle parole all’ intorno soprariportate, e si dice : « bella scrittura gotica fra lineette di » perline; notevole l’epigrafe in due periodi. Nella metà superioredel suggello vedesi S.