S. MARTINO DI MURANO. aprile (1). Esso col fratello Andrea, come vedesi, erigeva allo zio illustre ANDREA la iscrizione presente nel -1585. Tanto ANDREA quanto BliRNARDO fratelli figli di Bortolo vengono chiamati dal Fracastoro maximae spei juvenes (p. 87. De morbis contagiosis). In questa iscrizione è parimenti ricordato BORTOLOMIO NAVAGERO. Questi era fratello del suddetto illustre ANDREA, quindi figliuolo di Bernardo. Era del 1527 in Ispa-gna col fratello, e da una lettera in data 13 aprile di quelFanno da Yagliadolid si sa che BORTOLOMIO prendeva occasione di ritornar in Italia coll’ambasciadore del Marchese di Mantova che fu alquanti anni alla Corte di Madrid. Col mezzo di BORTOLOMIO nel maggio di quell’anno ANDREA inviava alla Repubblica un’ opera a stampa del Gran Cancelliere di Cesare. Ma ciò e altro sarà da me ricordato negli estratti seguenti de’Dis-pacci di ANDREA, e nelle annotazioni. 11 Sa-nuto (Diarii L. 358) notava che BORTO-LOMIO del 1529 era del Consiglio de’XXX di cui vedi il Sandi (voi. V. p. 56 ), e che di quell’anno nel mese di giugno fu eletto sopraccomito. Frasi ammoglialo nel 1550 con Isabetta Cabriel; e morì del 1539 (Ge-neal. Barbaro), Da Narenta, o come altri vogliono da Treviso è 1’ origne de’ Navageri venuti in Venezia circa il 790. Erano pescatori in origine^ e dicevansi Navabrici, Cavallari, Navaglari, e in fine Navajeri e Navageri più comunemente. Si annoverano fra gli antichi tribuni^ fedeli alla patria ; il perchè nel serrare del Maggior Consiglio 1297 rimasero del numero di esso. Il genealogista Marco Barbaro trovò Bono Navallario del 1094 soscrivente alla concessione del Castello di Lorco (Questo privilegio sta impresso nel Dandolo col. 251 e seg. ed ivi alla colonna 254 fra le sottoscrizioni si legge malamente Navalano per Navalario. Leonardo Navallario era de’ Consiglieri di Ja- copo Tiepolo quand’ era duca in Candia ove fu primo Duca nel 1207 (Cornaro, Creta sacra. T. II. p. 225); ma Andrea Cornaro nella ms. inedita Storia Candiana, libro decimo, il dice Leonardo Navigrossoovvero Namgiero il quale con Giacomo Lungo del 1206 vi fu spedito con sei galere et altre tante navi ben armate acciocché detta Isola non restasse senza capi e pressidio. Pietro Navallario fu de’ XLI che elessero il Doge Rinieri Zeno nel 1252 (Sanuto col. 558), ed ebbe una cavalleria in Candia (Muazzo, Cronico ms.): Nicolò Navagiero fu pure Duca in Candia nel 1261-1262 dice il Barbaro, sebbene il Barbaro stesso, ove della famiglia Navigcijoso (che sembra diversa) (i) Siocome viveano contemporanei, sebbene di diversa età, due Bernardo Navagero, cioè questo figliuolo di Bortolomio, e il Cardinale Bernardo che fu figliuolo di Gianluigi, ed ambidue erano anche poeti, così alcuni scrittori attribuirono al Cardinale quelle poesie che secondo buone conghietture spettano all’altro di cui qui parlo. La cosa fu bene discussa a p. 58 de’ Commentarli" intorno all’istoria della volgar poesia del Crescimbttni (Voi. 111. Libro I. Venezia ì^So) nella annotazione 4-2 che confuta ciò che aveva detto lo stesso Crescimbeni. Che il Cardinale avesse scritto in sua gioventù più. versi, lo attesta Agostino Valiero nella vita di lui (p. 96 Veronae. Tamìls 1602. /J.) colle pàrole Scripsit adolescens quamplunnia carmina quae elsi laudabanlur ab omnibus, ipse tamen videbatur contemnere, et ideo non reperiuntur. Ora il Valiero dettava questa Vita nel terzo anno del suo episcopato Veronese, cioè'nel 1568-15(5g, come accenna Pietro Valier editore di essa. Pare adunque che fino a quell’epoca »669 non fosse stato pubblicato alcun componimento poetico del Cardinale, anzi no'n se ne trovasse perchè diversamente, se fosse stato stampato o' si sapesse dove fosse, il Valiero avrebbe dovuto conoscerlo. Le poesie che girano col : di Bernardo Navagero furono impresse tra gli anni « 561-1565 nelle Raccolte in morte d’Irene da nome 303. Spilimbergo p. 15, nelle Rime di Giacomo Zane p. 177, nelle Rime raccolte dall’Atanagi. Lib. II. p-Queste dunque non ¡spettando al Cardinale, non. ne fece perciò menzione il Valiero. Avvi anche un Sonetto di Bernardo Navagero impresso nelle Rime di Celio Magno (Venezia, Muschio 1600, pag. i56 ) ]\ qual Sonetto deve essere stato composto circa i5go, epoca in cui il Magno desideroso di avanzare rie’caiicb1 e massime in quello di Cancellier Grande o almeno di Segretario del Consiglio di X. raccomandavasi anche al Navagero che gli avrebbe potuto tornar utile; ma ognun vede che non può essere di Bernardo Navagero Cardinale, il quale era già allora passato tra’più, cioè nel 1565 adì 26 maggio, siccome me ne dava certo documento, correggendo chi scrisse altrimenti, il chiarissimo Sacerdote Don Cesare Cavattom di Verona. Similmente io giudico che fosse del nostro Bernardo f. di Bortolo, e non del Cardinale una Canzone che comincia Quando il dì parte e l ombra il mondo cuopre, la quale stava in un Codice miscellaneo di poesie nella Libreria Soranzo.