506 S. MARTINO DI MURANO. prezzo della sua chinea : dicendoli da mia parie che quando esso sera più richo di me io accetterò doni da lui ( qui pare che manchi un ma era), non li voglio accettare. Et a sua Signoria mi raccomanderete et state sano. Alli 25 dicembre 1528. Bembus Fr. ( p. 77). 5. S’io credessi, honorato M. Zuam Battista mio, non far dispiacere alli magnifici Ms. Bor-tholamio e Ms. Piero Navagier, in domandarli in dono el cagnoletto biancho che fo del quondam loro et mio l'r-atello Ms. Andrea; io vi pregherei a richiederlo alle loro mag.« da parte mia. Ma però eh’ io son certo che Voi et in quesjo el nel-l’altre parli di più importantia poteli saper l’affetto dell’animo loro, vi scrivo queste poche righe pregandovi chepotrete da Voi sapere che questa richiesta non sia per darli molestia glie lo rnSTiediate a mio nome; se altramente vi paresse che dovesse essere non ne aprite bocca per niente. Altro non ho da dirvi. State sauo et amatemi. Di Padoa. alli 13 di settembre 4529. Bembus Fr. ( p. 79). li Lettere due inedite relative al carico di Bibliotecario di Andrea ÌSavagero. Vedi Annotazione (22) a p. 230. M.co et doctissimo Dno Andreae ÌSavagero M.ci et Ciurmi Bernardi plurimum hon. Venetiis. Hon.Jo il mio S.r M. Andrea. Circa quel che V. S. mi scrive dei libri de Nireno (I) se ben marrecorda, io più volte ho fatto intendere et detto a V. S. qualitei havevo comprato per 18 marcelli da maestro Francesco Pozzi libraro per mezzo la spezzarci dii medico Apsyrlo de Medicinis equor. et che poi havendo io recognosciuto certe lettere grece de Bessarione in margine et considorando eliam eh’ era tagliata una charta nel principio dove soleva el Cardinal scrivere, come sapete^ i titoli deli libri, me ne guasti, et cosi tornai dal libraro, dicendo che quel libro era rub-bato dala libraria di S. Marco. Egli bicviter mi confesso che un nepote dii q. Can-ccglicro (2) ge Ihaveva veudnto io me lamentai de questa cosa conel Cancegliero. Et questa iu la causa che loffese terribilmente per modo che tacitamente sempre me perseguito poi mostrando de favorirmi, ut fit, questa novella la raeontai molte fiate a V. S. Ella pareva che non se me incurava troppo, vi dixi eliam come el Barbiere di Sani’Apollinar cossi mando a casa mia un altro libro : Quando chi steva meco suo figlio Ms. Domenego compagno de Ms. Zuan Ungaro : et era la Defensione dii Platone in greco io subilo che vidi el prelato libro io cognobbi per la lellera, et cossi Io releni appresso di me. Intesi poi chel medesimo nepote del lasiollo Ihaveva portato nella Barbaria per venderlo, sapiando chel figlio dii mae- (i) Il Cardinal Bessarione, alla cui biblioteca, lasciata a S. Marco, spettavano i due libri di cui qui iu seguito parlasi. (a) Cioè del Canccllier grande Francesco Fasiol (ossia Fagiuolo ) eletto nel i5ii, defunto nel 1516 : (more veneta ).