270 S. MARTINO DI MURANO. qual nome avesse il Poyns potrebbe darsi che questi fosse Francesco e non Giovanni. (241 )'Giovanni di Calvimont o Calvimonte, Presidente di Burdeos, Bordeaux (latino Bur-dcgaliae) è più volte ricordato dal Navagero. 11 Calvhnonte in questi maneggi accusava di freddezza tanto il Nuncio Baldassar Castiglione, quanto lo slesso Oratore Navagero (Lettere del Castiglione p. 116). Nel Sommario poi della Relazione, il Navagero scrive : » chel presidente di Bordeo dissimulava con noi quando venne in » Granata a trattare la pace da poi la liberatimi del re et stette poco et fora di » proposito cominciò a voler bravar et intimar la guerra senza ragion ». (241 a.) L’accordo qui accennalo ebbe luogo nel 6 giugno 1527 (Guicciardini p. 53 b. ediz. 1581-1583). (242) Di questo frale Avemaria non ho altra notizia che quella che mi dà il Navagero. Questo frate era probabilmente un esploratore politico, di quelli de’ quali usavano allora i principi servirsi. Cosi io trovo in una Ducale autentica da me conservala in dala 8 maggio 1464, diretta ad Ettore Pasqualigo podestà e a Lodovico Bembo Capilanio di Brescia perchè raccomandino a quel Vescovo per un qualche buono beneficio frale Giovanni da Brescia fedelissimo nostro » qui *pro status nostri Do-» minii in tempore pericuiorum et longi belli Lombardie mille pericula mortis sola » fide, et amore, sine mercede aliqua^ subiit. (243) Il frate spaglinolo, di cui qui si fa parola, è il distinto per dottrina, per zelo, per nobiltà di sangue Francesco de Quighonr.s o Quignonio, già Ministro generale de’Francescani, e Confessore di Carlo V. prima del Vescovo di Osma. Esso in rimunerazione d’avere con molta efficacia procurata la liberazione del Pontefice venne eletto Cardinale nel 7 dicembre 1527. Lo si chiamava anche Francesco Atigelio o ile Angelis, ma veramente, come si è dello, il suo cognome era Quignones (Vedi Moreri V. 414; le Lettere del Castiglione p. 156 e altrove; e il Denina p. 83-84 Elogio del Gattinara). Una Lettera autografa dal Quignones scritta a Lodovico Beccatello, in Ialino, era indicala nel Catalogo deJ mss. Beccadelli in Bologua, comunicato al fu ab. Jacopo Morelli dal Canonico Francesco Morandi. (244) Dispaccio da Vagliadolid f6 luglio 1527. (245) Giacomo tieronimi o Giratami è ricordalo dal Varchi sollo 1’ anno 1529 come fratello del Gonfaloniere Rafaello, e cubiculario del Papa, uomo piacevole e di buona cioè lieta vita; ed è parimenti rammentato in una Lettera del Cardinale Giovanni Salviali da Parma al Montmorency 4 aprile 1529 inserita a pag. 162 del Voi. II. Documenti di Storia Italiana. Firenze 1837. (246) Dispaccio da Vagliadolid 27 luglio 1527. (247) Gli Storici scusano il procedere di Carlo V. col dire che 1’ erario era estremamente esausto, l’esercito del Borbone non pagalo, che invano Cesare domandava sussidii per poter sostenere le imprese, e 1’onor suo in Italia; e che quindi non era agevole di. mandar subito nn ordine assoluto per liberare il Papa (Denina. Elogio pag. 80). (248) Dispaccio d/i Vagliadolid primo agosto 1527. (249) La liberazion del Pontefice dev’essere slafa ordinata da Cesare tra il primo e il dieciselte agosto 1527, venendo essa indicala dal Navagero nel Dispaccio 17 di questo mese colle parole: » La rissolution mi ha detto il signor Nontio che è clic » Cesare commette al signor Viceré che restituisca il Pontefice nel stato et ogni » altra cosa come era prima che occorresse la cosa di Roma et che quanto più » diinostration farà verso Sua Santità di bona volontà tanto più Sua Maestà sarà » satisfatta. Dice però che quel che farà veda di farlo con quella più sicurtà clic » potrà et perciò rimette il lutto in lui, eh’ è sul fallo ». 11 Guicciardini dice . (p. 57 ediz. citata. Libro XVIII. ) che Cesare il dì terzo d’agosto mandò il generale in Italia (cioè il Quignones), e quattro dì poi Veri di Migliati » l’uno e l’altro,