380 S. GIOVANNI BATTISTA DI MURANO. » famose Accademie, cioò degli Uniti, degli » VIRESGO. Lasciò a’ posteri una copiosa » Uniformi, e della Fama (l). Nella prima » libreria, nella quale oltre agli altri volu- » aveva per corpo d'impresa una Palma » mi preziosi e rari, vi si veggono l’opere » tagliata a traverso col molto SVCGISA » di Alberico Rosate (2) e tutte le Istorie particolarmente a Marcantonio Vcnicro indirizzava con sua lettera quelle di Antonio Bro-cardo, e con altra lettera ad Andrea Legge figlio di Giovanni le Rime del Molza. Circa il Dialogo dell’ Astrologo, crederei fosse quella latina operetta dell’Amadi che abbiamo mss. del sec. XVI nella Marciana nel Codice CIX della classe XI degli Italiani, cartaceo in 4. piccolo, già posseduto dall’Ab. Morelli. Essa è intitolata : DIVINATOR : FRANCACI AMADI : ed interlocutori sono ODDO COLVMNIVS QVI FVIT MARTIN. V. PONT. MAX - SIGISMVNDVS 1MPERATOR : ROMA ET ITALIA, allusiva allo scisma della chiesa de’ primi anni del secolo XV. Comincia : Quid est hoc . . . finisce opera manuum nostrarum dirigit. Per ciò poi che spetta alle Regole della Lingua volgare, nel suddetto Codice Marciano hannosi tre operette dell’ Amadi che versano su questa materia. La prima è ; Dialogo della Lingua Italiana, ed è quello che, come ho detto poco prima, fu nel 1821 impresso, il quale sembra essere sialo tenuto dall 'Amadi e da Giambattista Strozzi in Firenze nel febbraio 4 530 allorquando giunse a Bologna Carlo III duca di Savoia per assistere alla incoronazione di Carlo V, eh’ ebbe luogo in S. Petronio nel 24 di quel mese. La seconda è : De la eloquenlia italiana. Comincia: De la volgare eloquentia. Una de te più mara-vigliose cose che Idio e la natura dimostrasse ne te cose di quaggiù certa è che fu l' huomo . . Finisce : come questa sententia si faccia mi riservo a più commodato luoco ne li nostri libri de l'arte del dire. ("Si osservi che con queste parole l’Amadi accenna ad un’altro suo lavoro, del quale nulla conosco/. La terza ha per titolo : De li Poemi Italiani. Comincia : Benché T animo nostro sia uno e simplice, incorrotto et indivisibile, non di meno secondo varie potentie e varie vertudi ha diversi nomi ... E anche in questo Trattatalo ha le parole : de le quali (inventioni) Dio concedente più diffusamenie trattaremo ne la nostra arte del dire. In fine poi leggesi dello stesso autore : Per dar fine a lo presente Trattato mi rimetto a li rimari in Dante et in Pelrarcha quali seran posti qui dietro : ivi si vederanno le rime più da loro usate et quali tendeno alla motlitie, quali a l’ asprezza, et quali sono comuni. Segue il RIMARIO REMISSI-S1V0 DI DANTE. Comincia. Lo primo numero mostra gli Capitoli de lo inferno . . „ ,. Ma il promesso rimario del Petrarca non c’ è, leggendosi invece la seguente nota dello stesso Amadi. IL RIMARIO DIL PETRARCIIA non ho voluto porre per esser stampato nel Petrarca che ha il comento del Fausto da Longiano et perciò ivi si po vedere et questa fatica mi sarà levata. fll Commento del Longiano fu impresso per la prima ed ultima volta col Canzoniere del Petrarca nel 1532 per li Bindoni e Pasini in Venezia, in 8vo. Da ciò si può dedurre presso a poco il tempo in cui scriveva l’Amadi quel Trattato/. ({). L’ Accademia degli Uniti è quella di cui parla il Battagia a p. 49. delle Accademie Veneziane. L’impresa sua era una catena d’oro col motto Vicissim nectuntur; quindi è d’ uopo dire che l’impresa dal cronicista qui accennata della palma tagliata attraverso col motto succisa viresco, fosse particolare dell’Amadi. Non avevamo, per quanto so, in Venezia 1’ Accademia degli Uniformi ; e pertanto io credo che fosse quella di Roma notata dal Zanon a p. 327 del suo Catalogo. Non occorre poi parlare della notissima Accademia della Fama. Ma più cose intorno a queste e ad altre Accademie non solo di Venezia e Provincie sue, ma di tutta Italia stà radunando il chiarissimo amico mio Giam-batista Nobile Roberti di Bassano, con molla solerzia, erudizione, e critica, nell’opera, che sarà almeno di venti volumi, intitolata : Dizionario delle Accademie d'Italia dimostrate con documenti. (2). Cioè Alberico da Rosciate celebre giureconsulto del secolo XIII nato a Bergamo, di cui il Vearini ^Scrittori di Bergamo. Tomo I. p. 69 e seg.) Uno de’Codici posseduti dal-1’ Amadi è oggidi nella Marciana al num. XXIV della Classe XIV de’ Latini, contenente INSCRIPTIONES ANTIQVAS, già descritto dal Morelli a p. 8. 9. della Parte seconda della Biblioteca ms. Farsetti, leggendosi a piedi della prima facciata : Francisci Amadi et amicoy.