504 S. STEFANO DI MVRANO. » di Torcello, vescovo il quale à la sua re- » di San Donato un diocesano Concilio, i » sidenza in Murano (I). Siccome nutriva » cui Atti fece a sue proprie spese starn-» una particolare divozione verso Santo Lo- » pare I’ anno 4703 in Venezia dal Valva-» renzo Giustiniani, uno dei germi di sua » sense (5). Zelo delle anime, provvedimenti » famiglia, cosi ottenne l’anno 4694 dalla » agli ecclesiastici, soccorsi a’poverelli fu-» Sacra Congregazione de’ Riti che fosse » rono pensieri, da cui era sempre occupa- li dato alla diocesi di Murano a protettore » to ; e tale e tanto gliene venne I’ applauso » (2). Premuroso di regolare nell’ecelesiasti- » che Clemente XI lo scelse a Vescovo di » co clero ogni disordine, che vi avesse po- » Padova, ed il Senato bramò per ben due » luto penetrare, nei giorni 45, 46, e 47, » volte di eleggerlo patriarca di Venezia: » marzo dell’anno 4700 tenne nella chiesa » ma egli tutto trasporto pei suoi Murane- (1). Prese egli il possesso per procuratore!», spedi e fece pubblicare la sua Pastorale pur essendo in Roma, e non venne alla sua residenza se non nel 42 novembre del-1'anno stesso 4692. Era allora Ambasciadore a Roma Domenico Conlarini, del quale tengo autografa la Relazione. Nicolò Contarmi Savio di terraferma nel suo Diario Veneto che a penna conservo nel codice 4020, sotto la Rubrica Roma, in data 5 aprile 4 692 scrive : « Furono consigliate (in Collegio) due lettere dell’ambasciator Conlarini in Roma ; in una porta tra gli altri avvisi la preconizzazione di monsignor Zustinian vescovo di Torceilo seguita per mano di sua Santità, esentato dalla propina, che andrebbe al Cardinale che lo havesse preconizzato. Nella seconda ec. » L’ Ambasciadore in Roma Nicolò Erizzo (1697-1702) nella Relazione che pur ne tengo nel codice 4745, a carte 183 annoverando i prelati dello Stalo Veneto che erano di permanenza a Roma, o che nel corso del suo ministero « si sono presentali ad limina, dice : «Fece altresì spiccare nella medesima (Corte) con ammirabile talento la sua illibatezza de’ costumi Monsignor Grade-nigo patriarca eletto d’Aquileìa quando venne a consacrarsi, e posso dire che le stesse doti hanno mostrato Monsig. (Gianfrancesco^ Bembo vescovo di Cividal di Belluno, e Giu-stinian. » Ma un foraslìere anonimo contemporaneo a p. 417 dello stesso mio codice, commentando queste parole dell’ Erizzo, e facendo vedere come il vescovo Bembo, anziché meritarsi lo elogio datogli dall’ambasciadore, meritava biasimo, perchè era noto essere quel prelato « ignorante, avaro, bugiardo, mancatore di parola, mercadante di cose sacre e profane, ed in una parola era ingrato, vizio che lutti gli allri abbraccia » aggiunge quanto segue pur di suo pugno : « Delle imperfezioni del primo (cioè di Gianfrance-» sco Bembo) non aveva il secondo ( cioè Marco Giustinian ) che l’ignoranza^ talmente » clic fu dello che della lingua latina appena appena sapevane tanto quanto bastasse per » intendere il suono delle facili voci della liturgia ecclesiastica. Per altro aveva l’animo » grande e le forze uguali, e fece molto bene alla sua chiesa, e fabbricò quasi da’ fon-» damenti il palazzo di sua residenza eh’ è in Murano. Tre isole distanti circa una lega » al più da Venezia compongono la giurisdizione di quel vescovado : Murano, Torceilo, « e Mazorbo : La prima famosa per i suoi specchi, e per 1' altre sue opere di vetro : e » le due quasi deserte, o abitate da pochi paesani e vignaiuoli a cagione dell’aere poco » salubre che vi si respira. La passione dominante di questo vescovo ( Giustiniani ) era » la musica, al quale oggetto recavasi frequentemente in Venezia a’ Mendicanti per » udire il suono e il canto delle figlie di quell’ ospitale. Io I’ ho lasciato ancor vivo nel-» l'anno 4 719. Se è morto dopo, la perdita non è grande. (2). Flaminio Cornaro a p. 44 del voi. I. Eccles. Torcellanae, riferisce il Decreto, ottenuto dal Cardinale Colloredo « praecibus episcopi et communitatis Torcellensis super confirmatione Sancti Laurentii lusliniani Venetiarum Patriarchae in protectorem dictae ciritatis elecli. (3). « Synodus dioccesana a Marco Iustiniano episcopo Turcellano celebrata anno Domini M.DCC. Venetiis MDCCIIf. npud Ioannem Franciscum Valvasensem. 4. » La data della Lettera che ordina il Sinodo è dell'undici febbraio 4700 a nativitate domini.