S. MARTINO DI MURANO. 253 indica altre edizioni coll’Opere del Navagero e la ripubblicava a p. 29 dell’Opere stesse. 11 patrizio Girolamo Ascanio Molili la inserì a p. 148 delle Orazioni, Elogi ec. Venezia. Pepoli 4795, 4. giuntavi la traduzione italiana da sè fatta. Marino Sanuto nei Diarìi (XXX. 280) sotto ¡1 dì 25 giugno 4521 narrando del funerale latto al Doge Lorcdan scrive: In San Zanepolo ben uditi dila Oration funebre recitala per g. Andrea Navajer stipendialo publico per scriver la historia Veneta . .... la qual (Orazione) fo longa. (29) Marino Sanuto nei Diarii narra la cosa (XXX. 505, 506) sotto il dì 50 giugno 4521 et a l'ultimo in loco di g. Silvestro Pisani era andato a la villa fo eleclo g. 4n-drea Navajer et perche lliabitava a Murari era differenlia tra la Signoria sii poteva esser provado non habilando in la citta di Rialto et parlato tra li Cnnsieri e Cai di * 40 la più parte che fono cinque fo dìoppinion dui potesse inlrar et cus ' fo mandato per lui ma lo Irovorno e vene suso e inlroe. Il Sivos nella serie degli elettori de’Dogi, pone ¡1 nostro Navagero tra’ quarantacinque eletti da nove die restano undici ; ma non fu compreso tra gli undici. Il Grimani fu eletto nel 6 luglio 152!. (50) Veggansi Panila (Libro V. p. 562) e Morosini (Libro I. p. 74, 76). A’29 di luglio 4525 si stipulò la capitolazione della pace, e dell 'alleanza; ma non ne fu pubblicato solennemente il Trattato se non se nel 45 agosto dell’anno stesso 1525. Fu quindi sbaglio e del Darù e di chi Io seguiva, essersi soltoscrilla l’alleanza in Venezia nel 28 giugno 1525. Il Morosini dice ¡III. Hai. augusti, die corrisponde a’29 di luglio. In occasione delle Nozze di Giambalista Bianchini e di Speranza Andrelta nel 1852 si pubblicò in Venezia co’torchi del Cav. Giuseppe Antonclli la inedita narrazione di ¡Varino Sanuto della solenne processione falla qui per la suddetta lega nel 15 agosto 1525, e si ristampò un rarissimo foglietto di carattere gotico, allora pubblicalo col titolo: La vera pace 7 liga coclusa adi XXIX luio M.D.XXIII et publicata adi XV auosto sopra la piuza de San Marco. Aggiunsi io alcune annotazioni storico-biografiche, siccome soglio fare nella pubblicazione di inediti documenti. (51) Nel Sanuto (Diarii XXXV. 49). Adi 40 ottobre 4523. Scurlinio di do Oratori a la Cesarea et Catholica Majesta justa la parie presa, g. Andrea Navajer q. g. Bernardo 126-69. Scurlinio di Orator a la dilla Maesta in luogo di Alvise Bon che ha refudado, o. Lorenzo Priuli di g. Alvise q. Nicolo 149-68. E nel Volume XXXVI. p, 268, 269j adi 2 giugno 4524 fono chiamali a la Signoria g. Andrea Navajer e g. Lorenzo di Prioli vano Oratori a limperalor......Et detoli per il Serenissimo si melano in hordine i qual disseno sariano presti fra XV over XX sorni. Due lettere dirigeva il Bembo al Navagero in proposito di questa sua legazione. L’una del 4525 43 ottobre, l’altra del 4 526 7 aprile. Rilevasi dalla prima che questa era la prima cosa richiesta alla sua patria dal Navagero, e 1’ ottenne, il che suole a pochissimi avvenire o a non ninno; quindi soggiunge il Bembo: potete da questo principio ogni gran dignità aspettare dalla pairia. Nell’altra scrive: fìaltegromi con voi del bello e singoiar nome che avete con la patria nostra di cotesta prima legazione vostra la quale intanto è lodala da ognuno che io non basto a dirlo. (32) È d’ uopo dare una breve descrizione del Codice. È cartaceo in 4. del secolo XVI, contemporaneo all’autore, di due caratteri corsivi, uno più grandicello dell’altro, e di varìi quinternetti ; in tutto comprende carte 265 scritte, cioè pagine 530, oltre qualche carta bianca nel mezzo. Esso ha il seguente titolo, di mano moderna : Dispacci al Senato del N. II. Andrea Navagero ambasciatore alla Corte di Spagna dal 21 luglio 1524 al 4 527 28 ottobre. Avvi in fine una giunta di altri Dispacci suoi dal 17 novembre 4527 al 20 aprile 4529, e un ultimo senza data eh’è forse del 23 e 24 aprile stesso. Poco prima della fine e’ è un Sommario di Relazione del quale mi riservo parlare in seguito. Questo preziosissimo Codice, del quale, come vi scriveva di suo pugno nel principio il chiarissimo Jacopo Morelli, non si conosce