436 S. ANDREA da anonimo patrizio poco dopo il 4620 circa un miglior modo per la escavazione dei canali. Egli dice che due macchine sole a'suoi giorni \’ erano atte a cavar fanghi. Una delle quali era sopra due vasi coti cinque cace; buona, ma però tarda al lavoro e al perfezionamento dell’opera, e questa fu inventata dal q. Vieimo Grigis fino dall’anno 4545. L’altra possessa dal q. Piero Contarmi dal FedellOj di cui non sa chi fosse l’inventore, la quale agiva per mezzo di una ruota, ma di niun frullo, anzi dannosa, e come tale l’anno 4596 da Leonardo Donato allora Savio alle acque, poscia Doge, fatta co’suoi colleglli disfare. Dice che l’anno 4608 mes-ser Francesco Tagier a San Biasio inventò una nuova macchina con due viti., e ottenne dal Senato il suo privilegio. Sebbene fosse migliore dell’altre, pure per non esser concorde con li quattro o cinque usurpatori ( intende Imprenditori) fu di notte fatta affondare: onde dolendosi di così ingiusto fatto, procurando di ritrovar il delinquente gli fu dato di buone ferite et dalVOfficio delle Acque, mentre era ammalato, fatto cavare il detto edificio in pezzi a spese del poveretto: il che visto dal prudentissimo Senato, gli fu fatto grada del cargo di proto de’ Tagieri a Corfù, ove al presente nutrisce la sua povera famiglinola. Soggiunge che l’anno 4618 il padre fra Pietro Maria Marchi Domenicano ritrovò una nuova Macchina di maggior perfezione d’ogni altra, ma in breve fu distrutta non per difetto dell’opera sua, ma per la malvagità altrui, come fu quella di messer Francesco Tagier di cui sopra. Quindi procurò l’anonimo col mezzo del R. P. Maestro Claudio Rocho dell’Ordine di S. Francesco di Paola, già teologo del Cardinale Vendra-mino di far venire da Marsiglia un gentiluomo suo parente qual è il sig. Antonio Grassino ingegnerò e professore di macchine così da oflesa come da difesa d’ogni città e fortezza, e giunto in Venezia offerse a Sua Serenità di fare una nuova macchina a tutte sue spese perfettissima, atta a cavar in ogni fondo sabbioniccio, giajoso, creoso, duro, facendo il tutto piano ed uguale prestissimo, imperocché caverà 460 burchielle il giorno et piil profotidandosi 12 fin 20 piedi. Il Senato ab-brucciò l’offerta, e sotto il dì 23 giugno 1C20 gli concesse il privilegio. Ma siccome DE ZIRADA. nella Parte era detto che stava in libertà (non dell’inventore) ma degl’imprenditori di servirsi di tale macchina, avvenne che costoro per le loro particolari viste dissero che non l’avrebbero mai adoperata: il perchè lo sfortunato Grassino era per ritornarsi in Francia subitamente per non aver da perder il tempo, la spesaj e l’opera. Il gentiluomo scrittore confortollo però a rimanere, promettendogli che l’edificio suo sarebbe adoperato. Potè infatti il patrizio ottenere una Parte presa a pieni voti nel Collegio in confronto de’contraddittori capi de’Partiti ed Incanti, in forza della quale l’edificio sarebbesi usato, e anzi vi sarebbe concorsa alla spesa di esso tutta V arte de’ cavacanali. Ma ebbe la sfortuna che questa Parte non fu mai posta alla confermazione nel Senato. Intanto, siccome l’edificio era progettato ossia modellato, ci volevan danari e legnami per eseguirlo in modo da poter servire all’uopo. Anche qui molte difficoltà insorsero; e finalmente nello spazio di mesi quattro e colla spesa di quindicimila ducati fu fabbricata la macchina; ma per quanto si facesse , quelli dell’ arte de’ Cavacanali, malgrado la obbligazion loro non vollero servire colle burchielle alla prova della macchina. Finalmente senz’aver uopo di quelle dell'arte, fabbricate altre burchielle, fu fatta la prova : con stupore non solo del Magistrato delle Acque et Ministri ma eziandio de’ contradditori capi dell1 arte, defraudatori (dice l’anonimo) del danaro pubblico; e fu assegnato da’Savii ed Essecutori alle Acque di far il nuovo canale drio la Zudecha impossibile a farlo a ninna delle altre macchine; sebbene siane poi stata sospesa l’esecuzione per la troppa spesa. Il gentiluomo va poi esaltando la utilità di tale edificio (che non descrive), la quale utilità consiste nel cavar con prestezza, profondità, ed uguaglianza; e nel dar vivere a settecento e più persone, convenendo sotto al detto edificio 400 burchielle alle quali fa bisogno 200 homini, il quinto de’quali è 40 aggiunto alli 24 che liora dà la detta arte, sarebbono 64. Conchiude che la spesa che farà il pubblico nella detta macchina sarà di quatromila ducali da lire 6 per ducato, cavando la macchina 200 burchielle al giorno. Fa poscia un conteggio del quale trae l’anonimo la conse-