S. MARTINO DI MURANO. 289 pessimus, che sono conira il notissimo poeta Secondo, dubitava giustamente il Gualtieri che fossero del Navagero ; perchè è assai diverso Io stile da quello degli altri riconosciuti di lui, e trae piuttosto allo stile di Stazio e di Marziale. E rifletteva che se pur sono del Navagero, son di quelli che in una età più matura volle dannare al fuoco, ma clic pervenuti in aliena mano ne furono sottraiti. (298 a.) Le poesie Ialine del Navagero sono perlopiù pastorali-amorose, e talune allusive ad alcuni fatti spezia!^ Quelle che ho potuto scoprire ad essi allusive sono : La numero XX, Damon - egloga a p. 194 dell’ ediziobe Volpiaua. Vi ricorda la discesa delle genti francesi dalPAIpi in Italia, e laudasi Giulio II. siccome quegli che del 1510 riconciliatosi colla Repubblica fece lega con essa conjra i Francesi = 11 ni;ni: XXXI. a p. 209 è il poemetto intorno a Vanzo, di cui alla nota 9 = Il liuti). XXXV. p. 215 è poesia clic ricorda la devastazione di Pàdova nel 1509, di cui vedi alla nota 10 ss A’ due suoi grandi amici Paolo Canale e Pietro Bembo è diretto il Carme XXX. p. 208 =: Al solo Bembo il XXXVI. p. 214 ove sembra che ricordi la Storia eh'esso Navagero dovea scrivere: parabain bellorum slrepilus-que et arma scribere ss L’epigramma nuui. XL. de Lodovico Pannonio rege p. 217 rammenta la morte del giovane Luigi II. il juniore re d’Ungheria e di Boemia clic peri nella celebre battaglia di Mohacs vinta da’ Turchi nel 29 agosto 1520, scudo il re Luigi di soli anni 22 ( Dizion. Storico di Bassano p. 199-200 Tom. X. ), e Hanimer. Storia dell’ Imp. Osmano T. IX. pag. 103. ediz. Veneta. 1830.. Tal? epigramma il'Navagero deve avere composto durante la sua legazione in Granala, .nella quale occasione ( Dispacci 10, e 17 novembre 1520 ) scriveva: »Venne un » Corrici’ del sig. Infanie, il qual si dice che porla la nova della perdita di On->• gària. et fu le cose del Turclio si grande che dice 11011 saper come potersi dif- • fendei, et persuade molto l’imperadore lassar le cosse d’Italia et voltar l’animo » a soccorrer quelle parli. Dicono anco che scrive clic il Turco ha corso lìn vici- » no a Viena. “.....Le lettere che si hanno havute dal principe Ferdinando » delle cose di Turchi in Ongarià,. cl del timor et poco modo che ha lui di dif-» fendersi, han smanio di qui l’animo di ognuno che non san quel clic si faccian » et cosi come prima non credevano tanto alle nove, che venivano da quella par-» te, quanto doveano credere, ma dicevano che il tutto era liuto dal Pontefice et » da Vostra Serenità, posi hora son più persi di quel che bisogneria ; et a Fiam-» minghi sopra gli altri par liaver il Turco alle spalle.» =3 L’epigramma XLII. pag. 218. De imagine sui urinala, probabilmente il fece quando essendo a'servigi del Liviano dovea seguirlo armalo nel Campo (vedi la annotazione 11.) ss II Ge-netliliacon Pucri nobitis num. XLIV. p. 220 è certamente per la nascita di un fanciullo dell’AIviano le cui gesta il Navagero magnifica. (*) ss L’epigramma Vola Acmonis Vulcano, num. XVI. pag. 191 allude cerlamenlc al fuoco su cui l’autore gitlò le Selve da lui in gioventù dettale ad imitazione di Stazio z: I versi a p. 199 num. XXV. ne’ quali descrive la Primavera son dedicali ad uno degli amici suoij cioè Giambalisla Torri, o della Torre ss L’epigramma in morte del cagnuolino Borgello, num. XL11I. p. 219_, può alludere ad un cane di quel Girolamo Borgia che col Navagero, Girolamo Alcandro, Giroliinio Fracastoro, Aldo Manuzio, Marco Musuro, tutti domi mililiaeque convidores, era in casa del sullodato Bortolomio (*) Due figliuoli maschi ebbe l’Alvianq, giusta le genealogie di Pompeo Litta ( ALVIANO ). Uno ebbe nome Angelo e mori pupillo; l’altro Livio Attilio. Non si sa quando nato e morto sia Angelo, però mori prima del io novembre a515. Si sa poi che Livio Attilio nacque del i5i4 ed è quello di cui il Navagero nella Orazione in funere all’Alviano détta appunto nel io novembre ■ 515 dice: unicum et euni nondum birnurn pueruin. Ma a quale dei due figliuoletti appartenga il Genethliacon non saprei. Nondimeno dal contesto del Carme parrai poter credere che sia stàio fatto per la nascita di Angelo tra ¡1 iSo8 e i5og, dicendo il poeta, che come già l’Alviano avea debellati gli Alemani all’AIpi. ora farà lo •teiso de’Francesi che scendevano nei bei campi d’Italia ( e fu del i5o8-()).