318 S. MARTINO DI MURANO. tion et chi l’ha raccolla ha voltilo notar il tutto come sta più presto che metterli cosa alcuna del suo benché sapendo queste cose qui et l'ordine delle Lettere et le materie contenute, facilmente potria ordinar una bellissima, copiosissima, ingenio-sissima et benissimo intesa relation. » Relazioni sette concernenti la morte di Andrea Pfavagero. Vedi Annotazioni (.287-295-290) pag. 282. 283. \ ' Dalli Diarii di Marino Sanuto. Voi. L. 228. 229. Copia di una litera di Zuam Negro secretario dilorator navaier in franza data a bles alli 2 di maggio 4529. Signor padre carino et obsnio nou so ton che principio mettermi a scrivere quello ve scriverò per le presento viiUo da tanto cordoglio et passione chio sento et dal travaglio et fastidio nel qual mi atrovo pur mi sforzerò di scriverlo anchor che le lacnriine eia ogni parte me soprabondino. Saperde come alli 23 del passato si come per Ventùrino ve scrissi vene un poco di febre al mio danna Oratore qual giudicavano non fusse per esser di momento ma nel quarto giorno li vene si terribile et grande che nou si poiria dir maggiore et fu continua dove credevemo fusse doppia terzana nel ditto giorno quarto la orina comenzo ad esser molto bruta et subjugale per ìlir al modo la chiamano i medici et ha duralo liu hoggi cusi trista et dura di mal in peggio il septimo fu peggiore del quarto cuin accidenti et rabie die Venivano a sua signoria grandissime. Lo octavo dì se li scoprirono le pete-chie qual medici chiamano morbelli i qual medici sempre haveano ditto per inanzi che questa febre era pestilenliale et dal settimo fin hoggi che il decimo ha passalo mollo male et per dirvi il vero li medici non ne hanno speranza alcuna et dubitano che alla più longa morirà nella quarta decima che lera zobia el nostro signor Dio né mostrerà qualche miracolo per sua infinita bonla et misericordia li medici sono dui eccellentissimi ambi del re Clirisino dati da Sua Macsta uno italiano et laltro francese i quali stanno in casa con noi per esser pronti ad ogni bisogno io no« se come re alcuno ne principe potesse esser sta atteso et li fusse atteso piti che mai meglio di qudlo se fa a questo si degno et raro genthilomo non se seli ha inanellato ne se li mancherà in pronto alcuno di et note et ms. Pietro et io et ms. Pampliilo di Strasoldo (I) insieme cum li medici elioni tutti li servitori siamo quasi fuor di noi non cessando ne havendo cessalo, di et notte di governar- lo et starli assidui intorna et cosi abbiamo deliberato di continuare fin a lullimo punto anchor che si veda el male contagioso come sapete, et che dui servidori ne (i) Panfilo Cunt- di Strasohlo figliuolo Aurélio è. quello che ebbe diverse Vicelegazioni c Go-verni nello Sialo della Qhtesa ; che Paolo Itt spedi Nunzio a Sigismondo I. Re di Polonia e che nel fu cicalo Arcivescovo di Raglisi, indi Governatore di Roma, siccome narra il Capodogli a p. 5*4-5a5 della Udine illustrata. (Udine iC(>ó. 4“)- Mori in Roma del i545, come nota il Fallati (IHyricun Sacr. 7. / /. 238 )— E ricordatj in un’altra lettera dello stesse NegroSegrttjiio del Navagero, datata in Granata b giugno i5a6 nella quale parla di alcune malattie che colà regnavano. Vedi qui il documento K-