484 S. STEFANO DI MVRANO. queste diventano di assai minor importanza perchè più moderne. Credeva però il Rossi di trovare in questa Mariegola prima maggior abbondanza di curiose notizie, o almeno alcune, le quali d’altronde pervenute non ci fossero. Comunque siasi, egli, non contento di possedere allora questo Originale, se ne fece trarre una copia, la quale esiste ne’ Documenti all’ Opera sua Costumi e leggi de’ Veneziani, aifinhè in qualsiasi caso non si perda la memoria del suo contenuto, e non si creda « che la Mariegola d’ un’ arte tanto rinomata presso de’Veneziani racchiudesse più preziose notizie. » Riguardo al secondo Codice, che io già comperai dagli Eredi Codognato, il Rossi e-saminollo, e lo trovò pregevole per la massa delle notizie relative ad « Arte privilegiata, un tempo in gran voga a Venezia e per essere una parte di quella de’Fornasieri da vetro detta eziandio de’Murauesij la più pregiala della Repubblica, e fra le nostre la più famosa. » La massima parte poi delle scritture non contiene notizie tecniche e singolari ; traila bensì di metodi interni di ordinamento, di avvertenze per evitare le contraffazioni, e i contrabbandi, di condaune, di litigi sostenuti. Inoltre, come in ogni altra Mariegola, vi si trovano Terminazioni del Magistrato della Milizia da Mar, cui incombeva la riscossione delle Tanse, Taglie, e Taglioni dal Corpo dell’ Arte. Tutto ciò è disposto cronologicamente, compiendosi il libro col decreto dei Sonato 50 aprile 1768, dal quale si confermano le provvidenze date dal Magistrato dei Censori, e Suo Aggiunto, e insieme dall’ Inquisitorato sulle Arti 26 marzo dell’ anno stesso, in proposito di quei Furlani, eh’erano ascritti per prestare l'opera loro a spianare e lustrare gli specchi (I). Onde volendosi pescare notizie più rimote sul proposito, è necessario addirizzarsi alle Mariegole de’ veneri, esse pure diffi- cili a rinvenirsi. E qui in generale riflette opportunamente il Rossi, che la erezione in iscuola di qualche arte, qualifica piuttosto la sua separazione e distinzione da alcuna altra, e la scelta approvata delle speziali sue discipline, di quello che la sua origine. La perdita quasi totale delle più antiche matricole, dette da noi Mariegole, non derivò soltanto dallo scioglimento delle Arti avvenuto nel 1797, e dalla confisca de’loro fondi per le quali vicende, in verità, molte n’andarono disperse, e neglette, ma era accaduta pure ne’tempi vecchi, quando dalle competenti Magistrature si richiamarono a presentare le loro mariegole (Parte 15*1. 2 genn. del Coll, de’ V. Savj e Provveditori deputati dal Cons. de’ X. e Zonla). In parte si ubbidì, e in parte no ; sicché 1’ argomento non si è trattato con quel calore che meritava. Non troviamo ripetizione di tale comando, se non nella Terminazione de’Giuslizicri'Vecchi 4 67-4. 10 marzo. Si riconobbe necessaria tale presentazione per togliere molti errorij e molle frodi in que’libri statutarii ; v’erano carte tagliate, quinternetti interi mancanti, variazioni, e alterazioni di parole ec. e Parti prese dal Capitolo senza approvazione superiore. Si volle confrontar tutto colle Mariegole madri, giacché quelle delle arti appellavansi le figlie ; le prime quindi originali, come 1’ altre dovevano essere autentiche. Tale confronto durò lungamente e allora nella rifusione delle rinovellate Mariegole si serbò quanto stimossi ulile e necessario tralasciando, per la massima parte, d’inserirvi quelle più antiche memorie, delle quali in oggi sovente invano andiamo in cerca. Ecco perciò, come, fra tanto difetto, pregevolissimo rendesi quanto valga a diminuirlo, come sono le più recenti Mariegole. In queste talvolta pescando a fondo, trovansi tuttora alcune traccie delle più rimote memorie, come anche dalla Mariegola presente si manifesta. (1). La Terminazione 26 Marzo 1768, chiama di somma importanza « il genere de’ quali da dieci chiamati dall’ Ebreo li quali si costruiscono nelle fornaci di Murano e che per effetto della Sovrana clemenza vengono per la maggior parte di essi spianati, lustrati dq quei Furlani che sono stali nell’ anno 1756 descritti in un pubblico libro a parte^ per e-sercitarsi, vite loro duranti, nel detto Lavorio. »