376 S. GIOVANNI BATTISTA DI MURANO. munita nel 1522 sendo podestà Girolamo Zane. Un Giovanni A&W Angelo dal Gallo fu pievano di S. Maria e Donato del 1508. Domenico d'Angeli dal Gallo e Giacomo Bertolusso ambedue giudici della detta Comunità sono ricordati in una parte presa dal Consiglio di Murano il 2 aprile 4557 circa le spese del Cancelliere e del Cavalliere fi) per la esecuzione delle sentenze che vengono da Venezia ed altre. Andrea e Domenico di Anrjelo Dal Gallo sono similmente ricordali in un’ altra Parte del 30 maggio 4559 ec. Le quali notizie ricavansi dallo Stallilo di Murano (Codice membranaceo e cartaceo appo di me, N. 678 pag. 21 tergo, 30, 30 tergo, 31.) 3 MCCCLXI. ADI XXV. DE LVIO. FO FATO QVESTO LAVORIER IN LO TENPO DE SIEll MICIIIEL DE Li AMADI TINTORE | VARDIAN DE LA SCVOLA DE SAN ZANE BATISTA CON LI SVOI COMPAGNI. Sotto la precedente Inscrizione num. 2. lessi anche questa in carattere gotico, la quale sta sottoposta a bassorilievo in pietra rappresentante San Giambatista a cui nove confratelli colle loro cappe indosso si presentano. Fu trasportata nel chiostro della Salute, ed è registrata a p. 65 col num. 22 del suddetto libro del Moschini, 4842. Gli AMADI o AMADEI, o AMADIO, e anche AMAI (in dialetto Veneziano) e AMATI e DE AMATIS, che così diversamente si nominavano, e si nominano nelle pubbliche e private carte, facevano parte degli antichi Veneti Consigli innanzi al serrare del Mag-gori Consiglio. In effetto l’esatto nostro ge- nealogista Marco Barbaro, che fiorì nel secolo XVfj scrive quanto segue : ( Cronaca mia intorno le Venete famiglie Cittadinesche)-. « Si trova entro li libri del Maggior Con-» siglio Michele Amadi del MCCXXXVIU, » che pieza uno eh' era rimasto Castellano » in un Castello et Loco di Candia. Et è » vero che Cecco, o vogliam dire Francesco, n essere venula di Toscana della Città di Luc-» ca, et esser alloggiato in San Cassano et n esser venuto con molto havere : de qui » avendo veduto io per alcune memorie, che » io ho di questa famiglia, che egli avesse » alcuni poderi in Montepulciano, e rason » di castelli .sotto Lucca, et comprasse de » qui nobilissimi palagi ; et si maritò ho-» noratamente in famiglia nobile di Storladi. n Era molto riccho, et li fioli suoi, che fu » Zuanne et Michele per li libri delle loro » faccende mostrano essere stati ricchi di » 200 hiila e più ducali, et sempre questa » famiglia è stata reputata in Venetia anti-» chissima et nobilissima. Et se questi fos-» sero stati fermi qui in Venetia sariano » del MCCXCVII. rimasti del Corpo del Con-» siglio Nobile ; ma trafegavano in Franza, » et in Inghiltcmij et non si trovò al ser-» rar del Conseglio in Venetia ; et se non » moriva Marco et Nicolò intravano del Con-» siglio indubitatamente e sortiva ancor lei » il privilegio della Nobiltà Venetiana. Et » ancor senza questo è stata sempre in re-» putatione, e sempre hanno pigliato moli gliere et date etiam le figlie a Nobili e » sempre sono siati ricchi. Hanno avuto » Cardinali in Casa et Vescovi in Venetia » et altrove, et altri prelati, e grandissime » mercantie. Hanno avute infinite Navi di » suo caratto, e grandissimo numero di » stabili e possessioni, e di ciò ne fanno » fede le tante .Corti che si chiamano dei (i>. Era un officiale, od usciere, nel senso del paragrafo XIV del Vocabolario Manuzzi /Firenze 4833. h.) Lo Statuto di Murano dice: « El Cavalier che per alcun podestà sarà menado sia obligado a far tutte le cose necessarie per la terra al suo officio pertinente reai et fedelmente senza rispetto alcuno in far delle intromission et retenzion nelle essecu-tion delle sentenze le qual aspetta al cavallier acciocché non se possi commetter fraude » (p. 7. tergo/ Vedi anche il Doerio /Dizionario del Dialetto Veneto p. 4 15. Cavalier de Corte o de Sbiri. ).