S. STEFANO DI MVRANO. 505 » si si è sempre schermito col dire che a- » dotare ogni anno alcune fanciulle; fabbri* » veva ancora vivente la prima sua sposa; » cò e forni per se e pei successori un » e che non voleva darle il libretto di » nobile soggiorno; piantò un ampio e dc- » ripudio. Per essa tutto il suo generosa » gno archino, giacché per lo innanzi an- » patrimonio impiegò in vita, ad essa tutto » davano i monumenti qua c là errando » à in morte lascialo. Ristorò ed abbellì di » presso ai vescovi con perdila di quelli » pitture la chiesa di San Donalo; vi alzò » continua e lo lasciò erede di sue carte, e » un magnifico altare a Santo Lorenzo Giù- » dei suoi libri a vantaggio di'vescovi suc- » stiniani, da lui dotalo di ricco annuo per- » cessori (5); aperse una spezieria per prov- » petuo assegnamento ({); insliluì sotto al » vedere de’necessarii rimedii tulli i poveri » di lui nome una confraternita di sessanta » infermi di Murano, fattile mille altri van- » preli assegnando per ciascuno annui de- » taggi ancora, che leggere si possono nel » corosi \aulaggi (2); stabilì la quotidiana of- » di lui magnifico e religioso testamento •> fieiatura nella chiesa, a guisa delle calte- » impresso in Venezia l’anno 1769 in 8vo » dralij con ricco emolumento a’sacerdoti; » presso Marcellino Piollo ( 4 ). Ma non per » segnò somme non piccole di danaro per » questi titoli ò qui dato luogo al nome del (1). Il Moschini a p. 104 e seg. della Guida di Murano 1808, c a pag. 454 e seg. del voi. II. della Guida dì Venezia 1814-15 enumera le pitture che adornano la chiesa di Santa Maria e Donato di Murano, alcune delle quali certamente falle eseguire dal Vescovo Giustiniani, come il gran quadro alla destra dell’ altare maggiore di Andrea Celesti, dove sta espressa la messa che in questo tempio si celebrava solennemente dal vescovo suddetto che il fece eseguire ; e le pitture di Bartolommeo Lellerini, cioè la tavola del « magnifico e ricchissimo altare eretto nel 1696 e consacrato a Sau Lorenzo Giustiniani, » ov’ è il Santo in atto di celebrare la messa, ed altri quadri che riguardano azioni della Vita di quel Santo, cose tutte fatte a spese del vescovo Giustiniani ec. (2). Veggasi la seguente inscrizione al num. 53 COLLEGIVM SACERDOTVM. (3). 11 Palazzo Vescovile di Torcello non fu veramente fabbricalo tulio dalle fondamente dal Vescovo Giusliniani, come potrebbe credersi dalle parole del Moschini. Egli stesso nel suo testamento dice dì averlo « comprato e stabilito in Murano (pag. II.) . . palazzo mio in Murano da me a questo oggetto acquistalo e sibililo a tulio peso dei miei patrimoniali civanzi per residenza dei Vescovi successori. » Egli poi lo ridusse internamente al migliore suo uso e adornollo « di quadri, baldacchino, antiporte di panno nella Sala grande, come pure degli arazzi e quattro quadri sopra le porle nell’allra Sala, mobilia, palla d’aliare ec. ec. » cose tutte enumerale da lui nel suddetto teslamenlo, e lasciate a beneficio de’successori (pag. 59), insieme con tulli li suoi « libri a slampa e di qualunque al tra sorte perchè siano riposti nella Cancelleria del Vescovato nel Palazzo episcopale in Murano a beneficio e comodo del Vescovo pio tempore ec. » Merita di essere riportato ciò che sta ne" mss. di Flaminio Cornaro già esistenti nella Libreria di S. Michele di Murano, e che fu copiato dal Fanello. « In Christi nomine amen saeculo XVIII. « Nell’anno 1716 da Mons. Marco Giustiniani Vescovo di Torcello per la prima volta fu » trasportata la Cancellarla Vescovile in Murano, la quale per più secoli fu fuori della » diocesi, cioè nelle case proprie dei Vescovi di Torcello in Venezia in molte delle quali » ancora al presente trovasi molli codici antichi spettanti a questo vescovado. Fu fissata » la Cancellarla in quest’ isola con l’incontro dell’ accordalo celebre tra canonici e il » Vescovo di Torcello, relativo in particolare alla residenza in Murano. » ( 4 ). Il titolo è : « Testamento del qu. monsign. iliustr. e rev. Marco Giuslinian vescovo di Torcello. In Venezia MDCCLIX presso Marcellino Piolto. in 4. » 11 teslamenlo ha la data 22 Marzo 1750 in Venezia, ma fu deposto dallo slesso Vescovo in atti del nota- io Giovanni Garzoni Paulini nel 50 maggio dell’anno stesso 1750. Vi é unilo un suo Codicillo 18 agosto 1751, presentato nello stesso giorno in atti del medesimo notaio Garzoni Paulini. Fu poi pubblicato il Testamento e li Codicilli nel 4 marzo 1735 viso cada-