DALMAZIA. 77 di non forzata e non angusta unità, che lontano, ma certissimo , ci si vien preparando. Piuttosto che accusare, io vorrei difendere la memoria dell’ egregio uomo da un torto che quelli del rito greco a ragione gli potrebbero apporre. “Venticinqu’ anni (reco le sue proprie parole), „venticinqu’ anni ho passali fra le varie nazioni „del nostro rito, in Grecia, in Albania, in Bossina, „in Erzegovina, in Moldavia, e dove tu vuoi: „poco meno che tutta intera la nazione ad altro „non conoscono d’ essere cristiani della chiesa „d’Oriente, se non ai digiuni e alle feste„. Io, quanto a me, vo’ mostrarmi irriverente piuttosto a Dositeo che ad intere nazioni, le quali con opere di egregio valore e di generosità memoranda provarono al mondo, meglio che co’ digiuni e con gli ozii festivi di sentirò nell’ anima quelle virtù domestiche e patrie, che la religione di Cristo rafferma e sublima. Che se come dice il dottore, io ho suscitato idee odiose a discapito della fama delF Obradocich, da me rammentato a titolo di grande onore; 1’Obradovich ha gravemente calunniata la Grecia gloriosa, la buona Serbia, e non piccola parte di questa povera Dalmazia, dov’egli aveva pure trovati sacerdoti greci di rara bontà; sacerdoti che non potevano non modellare in parte