SAN GIOBBE. Alessandria, e del 1581 succedette Console in Soria a Teodoro Balbi, nel qual reggimento slette fino al 1583 in cui ebbe a successore Zuanne Michiel fu di Iseppo. Tulio ciò dal Libro Reggimenti. Ritornato di Soria, lenne in Senato la sua Relazione, la quale slà in un mio codice contemporaneo num. 1762, e comincia. Già sono scorsi qua-rantaun mesi che io Pietro Michiel andai Con-sule per la Serenità Vostra nella Soria . . . Finisce et desidero di servire con publico servilio et loro sodisfattione. Dice che diede particolar informazione dei successi della guerra di Persia, poi delle varie faltioni tutte di maggior danno senza paragone a’ turchi che alti persiani. Si loda mollo di Assan Bassa figliuolo del q. Mehenvet Bassa già primo Visir alla Porta, e allora Bassà in Aleppo, poiché riguardò esso Michiel sempre amorevolmente affermandogli di non voler esser dissimile al padre nel portar buona volontà presso il Veueto Dominio, e di aver riportate in quella guerra due frezzate in uno brazzo, mostrandogli i segni, e sostenendo di avere in essa spesi più di centomila ducati del suo. Aggiunge che coll’autorità di quel Bassà potò esso Michiel mantenere in piedi il Santo luogo di Gerusalemme de i padri di S. Francesco : il monastero de’quali quel Cadì avea principiato a gettar a terra, e minacciava di far rovinar il rimanente. E segue con queste parole : « Ma perchè i frati » che di qua partono per quel paese, di orli dinario scordati della religione et povertà » che professano, vi vanno con tanta pompa » che bene spesso pare che qualche Bassà » faccia l'entrata dove essi giungono con i suoi » cariazzi, non ho voluto tacere per zelo di » pietà chrisliana, et per conservatione di » quel poco bene che resta alla christianità » in tal proposito sia necessario provedere » che nei viaggi questi Reverendi Padri hab-» biano a portar quelle sole cose che pos-» sono far loro bisogno, più tosto lasciando » cura, che gli siano poi somministrate di » tempo in tempo per evitar quel male che »soprastarebbe al sicuro, continuandosi a « dar maggior scandolo a’ turchi in quella » parte. In che confesso haver così sodis-» fatto alla conscicnlia di christiano gentil-» huomo come ho anco fallo nel giutar, » favorire, et tener fino in casa mia per 571 » lungo spazio il Reverendo Vescovo di Sili donia (Sidone o Saida) prelato mandato da »Sua Santità per le cose de’Maroniti, le » quali vanno riuscendo ben con più fruito » che non si credeva , ma con minore che « non bisognarubbe = È di questo medesimo Pietro Michiel una Informazione di Sultan Amurat, che sta nel Codice Miscellaneo numero 1075 del Musco Correr, era codice Soranzo col num. 973 fot. Tale Informazione comincia : Sultan Amurat imp. de turchi terzo di questo nome e decimoterzo di questa famiglia è di età de 33 anni in circa, picciol di statura, di collo lungo, di debil complessione, e non promette lunga vita .... Finisce : E per questo li Soffioni ( i Persiani, seguaci del Sofì di Persia) mangiano carne di porco, stanno in continue vigilie e orationi, sono liuomeni più caritativi. (Amurat III era nato del 1548, e ascese all'impero nel 1575, cosicché l’anno 33 circa di sua età viene a rispondere al 1581 in cui il Michiel dettava tale Informazione. Di altri due per diverso modo e di diversa epoca illustri Pietro Michiel potrebbesi dire, se di uno non avesse già data notizia l’abate Jacopo Morelli alla p. 4 e seg. della Biblioteca manoscritta Farsetti (Venezia. 1771. 12.), registrando il Chronicon Congregationis Canonkorum Regularium Sanctissimi Salvato-ris, alidore F. Petro Michaele Vendo, ejusdem Congr. Canonico, (secolo XV) Questo Codice Farsettiano è oggidì fra quelli della Marciana eoi num. LUI nella classe XIV de’ Latini. L’altro poi è Pietro Michiel rinomatissimo poeta del secolo XVII, del quale in altra occasione dovrò a lungo ragionare. Chiudo colla notizia di un Michiel poeta, che non ha nome Pietro, ma Andrea, del quale fa menzione l’inedito Diario di Marino Sa-nuto, con queste parole: (Voi. XI. pag. 488.) « Adi 13 dicembre 1510, noto in questi zorni » morite Andrea di Michieli fratello di Zuam-» jacomo detto Squarcuola, qual feva sonetti » faceti excellentissimi et maxime in dir mal » daltri erra in questo homo di grande in-» zegno in reliquis sporcho et vinosissimo, » et il fratello non si degno di portar eoli roto. » Il Sansovino ricordava il giardino di Andrea Michiel del secolo XVI a’ SS. Gervasio e Protasio (Venezia 1581. p. 437).