740 SAN GIOBBE. Dal libro nell’Àrchivio Generale intitolato Expositionum Oratorum liber primus pag. 44. MDLXI. a. XXYIII. agosto. «Espositione del Rdo Nontio del Pontifice facendo olTuio efficacissimo per » nome del papa acciò il dominio si raddolcisse verso il Cardinal Amulio, et di altri uegotii particolari. » Venuto nell’eccmo Collegio il Rdo Nontio del pontiGce disse. Sermo P. ¡Villino Cardinal Bor-» romeo mi scrive in nome della Santità Sua che facci ogni officio con Vostra Sublimità accioc-» chè in gratin di Sua Beatitudine ella si addolcisca verso il card. Amulio et faccia fare qualche » segno di esserne riconciliata, nel qual officio penso di haver poca fatica, non essendo io buono » di aggiongere a quello che il Papa ha detto di propria bocca alli suoi ambasc. et secretano et » fatto dire et scrivere dal card. Borromeo perchè certo da Sua Santità è tanto desiderata que-» sta gratia, quanto alcun altro, et havendo in ogni occasione gratificato Vostra Sublimità merita » haver ancor da lei questo contento in una persona tanto amata da Sua Santità quanto può di-» mostrar una così grande dignità conferita in la sua persona. Et di più il Papa fa fede, alla » quale si deve credere, che il Cardinal Amulio nè della cosa del vescovato, nè di quell’altro ch’è » successo da poi non ha alcuna colpa; si che torno a supplicare la Serenità Vostra a dar que-» sta satisfattione al Pontefice “ Rispose il Senno P. Noi diremo a V. S. Rina quanto habbiamo » fatto dire per il secretano nostro Formento a Sua Santità et al Cardinal Borromeo, et quanto » dicessemo al Rino Cardinal Ferrerò suo precessore, che quanto è stato fatto verso il Cardinal » Da Mulla, si è fatto per l’osservanza delle leggi, et ordini nostri per non metter confusione nel » nostro governo ; et il fare altro, sarebbe difficile, anzi impossibile, perchè siamo in republica, « et dovemo conservare le leggi et ordini nostri. ~ Disse il Rmo Nuncio. Il Papa è così amore-» vole padre di questo sermo dominio et li fa laute gratie et ha animo di fargliene sempre de » maggiori che a me pare che ineriti qualche straordinaria gratia da Vostra Sublimità, onde la » prego a non mi dare questa risposta così risoluta, ma pensarvi sopra, acciocché sabbato io possi » scrivere alla Santità Sua alcuna cosa più dolce et di maggior sua satisfattione, tanto più che » il cardinale Amulio* in ogni cosa che può serve et si mostra afiettionatissimo servitor di Vostra » Sublimità — Rispose il Sermo Prencipe : Veramente, Mons. Rmo, che con nostro grandissimo » discontento intendemo sempre esser dimandata cosa per nome di Sua Santità, che uon possiamo » farla, perchè è tanta l’aflellione, osservantia, et devotione che le portiamo, et li oblighi che le » habbiamo, che vossemo havere occasione^ di sempre gratificarla. Ma sapeino (perchè Sua Santità » ne lo ha fatto dire per li ambasc. che già le mandassimo et ne lo ha fatto scrivere dal presente) » che non è per voler da Noi in alcun tempo cosa alcuna che ne possa apportare pregiuditio » overo alterare il nostro governo, et perciò siamo certi che resterà satisfatta elle in questo par-» ticolare obediamo alle nostre leggi et alli nostri ordini; si che non potemo dir altro a V. S. » Rma~II R. Nuncio tornò a replicare nella istessa sostantia, ma da Sua Serenità li fu sempre » risposto in conformità, tanto che Sua Signoria Rma entrò in altri negotii per li quali diede ur> » memoriale et si iicentiò. » (*) tornato ambasc. da Roma circa l'istanza che faceva Pio IIIL perchè si ricevessero in grazia il Cardinal Amulio e il Cardinal Zaccaria Delfino. Io avrei qui pubblicata tutta quella importante Scrittura, se già in detto Volume non ci fosse, avendola io stesso comunicata al eh. mio amico Tommaso Gar per quell’oggetto. (*) Nota. Nell’ Indice al libro Expositionum Oratorum liber primus a p. 3. sotto l’anno 4361 si legge : « 1560 Caso del nobil homo ser Marcantonio da Mula Kav. che essendo ambasciator a Roma » fu creato vescovo di Verona, et poi cardinale et le lettere scritte dal Pontefice, le Espositioui del » Nuncio, et le lettere e relatione del secretano Formento mandato a Roma per questo effetto, et tutte » le deliberationi del Senato intorno questo fatto. Nel secondo libro delle Pandette, carte 48 fino 23. » Avendo io richiesto al cavaliere Toderini solertissimo indagatore nell’Archivio Generale questo libro delle Pandette, mi rispose che più non v’è nell’Archivio perchè fu, con altri, trasportato a Vienna. Credo peraltro che quanto ho fio qui esposto intorno il Da Mula sia sufficiente a conoscere l’andamento dell’affare, e come con tutte le belle protestazioni di stima, di affetto, di devozione, di obbedienza alla Santa Sede, la repubblica abbia mai sempre voluto sostenere le sue leggi e i suoi diritti, come già fu anche posteriormente nell’occasione dell’interdetto 4605.