ALLA CHIESA DI S. APOLLINARE. 797 è posto un pulpito = Ma la correzione io la feci dietro più attenta lezione della lapide negli anni scorsi. Or qui si ricorda l’antica chioggiotta famiglia De Bei della quale ho rinnovata la memoria in un opuscolo per le nozze Dei Bei“ Biadette, edito in Venezia nell’anno scorso 4 860. Ivi rammentasi principalmente il colto sacerdote, da non molto defunto, Giovanni Bei, del quale si conoscono gli opuscoli =: Il Bello Peschereccio. 1833 =: Le glorie di Chioggia endecasillabi pescatorii con annotazioni intorno ad alcuni antichi e moderni uomini illustri di quella Città. -1835 = Panegirico del S. vescovo Zenone. 4855 = Elogio di don Giuseppe Maria lle-nier. 4835 ec. Siccome poi la sposa era una dell’antica famiglia Biadene di Treviso, così vi ho ricordato quell'anlico parapetto di sepoltura che sta eonCtto appiedi della facciala del tempio di San Nicolò ; su cui è scolpito il nome di uno de’ più antichi ta-gliapielra o scultori veneziani che lavorarono nella chiesa di San Marco. Le parole della sepoltura che tuttora si leggono nitidissime sono : * K . EST .SEPVLTVRA . DNI. BLADNI. MA11CAT0RIS . DE . VENEC . ET . IHC . REQESCIT . 10K.ES . DE . BLAD-NO . EI*. NEPOS : * ANNO . DNI . M . CC . LXXVII. HOC . OPs . FEC . DONAT*. MAG . SCI . MARCI . DE . VENEC : ( Il Burchellati errò nel porre l’anno MCCLXXyi . Comm. pag. 466 ). Voi. III. p. 257. col. prima e 2. Il coole Alessandro Marcello , già benemeritissimo nostro Podestà diede parecchie importanti annotazioni intorno alla famiglia Albrizzi nel pubblicare per le nozze Pere-galli - Albrizzi la bella Relazione di Bergamo letta in Senato nel dì 9 giugno 4745 da Giambatisla Albrizzi reduce da quel Reggimento (Venezia. Antonelli. 4856 4.°) = Il conte Marcello in questa occasione rettificava eziandio alcune cose dette intorno alla famiglia Albrizzi da G. P. Zabeo nell’opuscolo Delle famiglie patrizie venete Caotorta e Albrizzi Narrazione. Ven. Antonelli 4855 8.° gttnde, pubblicala in occasione delle nozze Caotorta - Albriizi. ! 1 1 Toajo VI _ ' ‘ Voi. IH. p. 259. 271. Il conte Agostino Sagredo nella preziosa sua Opera sulle Consorterie delle Arti edificative in Venezia (Venezia 1857. Narato-vich. 8.) al capo X ove de’ scarpellini c ta-gliapielra p. 94. 95, fece cenno di quesla Chiesa riportando la epigrafe spettante alla Scuola de’ Tagliapiclra. ( A quesla epigrafe è d’uopo fare quella rettifica in uno de’ nomi che ho fatto anch’io testé). E alla p. 281 fa molti estratti dallo Statuto arte delti Scarpellini. Voi. III. p. 261. insc. 32. Nuove campane In S. Apollinare furono benedette daH’Emin. Patriarca Monico col-l'assistenza di dodici preti a porte chiuse adi 11 aprile 1851 dalle ore uno alle tre pomeridiane = Erano fuse dalla Dilla Concioni e Baso. Voi III. p. 261. col 2. linea 13. Qui ho ricordato il piovano Morandus de Coronellis. Mi pare che sia in questo luogo a correggere Ja cronologia dei piovani di S. Apollinare. Il Cornaro a p. 159 del volume terzo delle Chiese venete pone la seguente : 1377. Simon Maurocenus s= 1399 Franciscus de Pavonibus — 1401 Morandus de Coronellis = 1409 Jacobus de Campis. Ora da una sentenza criminale (che sta nel libro Raspe dell’Avvogaria di Comun in data 26 marzo 1393 a pag. 3 tergo) apparisce che Morando ( non dice il cognome ) nel detto anno 1393 fosse piovano* di S. Apollinare : presbitero Morando plebano Sancii Apollinaris. Converrebbe dunque conformarne la cronologia così: 1377 Simon Mauroccnus r: 1384 Franciscus de Pavonibus (come dal Vianelli) ¡= 1393 Morandus de Coronellis s= 1399 Franciscus de Pavonibus, il quale, come dall’iscrizione del Campanile da me riportata, vi era ancora piovano del 1407 s= 1409 Jacobus de Campis = Ma se la cosa fosse cosi, nou vi ha più luogo del 1401 il Morandus, come già ho conghietturato alla pag. 261.