958 G I V IN' T E F, I i\ A L ). ALLA CHIESA DI S. MARTA. Voi. V. p. 145. eoi 2. num.ì I. Ho delto clie dell’Arie d’Amare di Ovidio io ottava rima fu traduttore Giovanni Giolito de’Ferrari, e ciò sulla fede di un ms. originale già posseduto dal procuratore Marco Foscarini ; la quale traduzione cosi comincia : Giovani nel cui petto il Ciel camparle Alla virlude e bel desio d'onore. Ora nel tessere I’ elogio di Lodovico Dolce clie ho anche stampato nel Volume XI delle Memorie dell’Istituto Veneto, anno 1863, ho scoperto che quella versione è attribuita al Dolce ; e ciò risulta e da un Codice del secolo XVI che lu già di Jacopo Soran/o citato dal Morelli nei suoi Zibaldoni; e da un codice del scc. XVII già posseduto dal conte Gaetano MeJzi, del qual codice mi diede esatta descrizione il signor marchese Girolamo d'Adda, olire di che dalPArgelati e da altri. E ciò posto io direi esserne vero traduttore il Dolce, c non il Giolito; anche sul riflesso che nessun altro codice (ch’io sappia) ascrive al Giolito quella versione, tranne il codice Foscariniuno. ALLA CHIESA DI S. MARTINO DI MVRANO. Voi VI. p. 178. col. i. Un. 11. sapreste — correggi — sapeste Voi VI. p. 261. ¿in. 57. Gibento — correggi — Giberto Voi. VI. p. 304. liti. II. Pulì — correggi — Priuli Voi VI. p. 309. liti. 31. del nostro — correggi — dal nostro Voi. VI. p. 896. ove del Liviano o Alviano. Dopo il Leooii, che a lungo parlò di Bartolomeo Liviano, vi è Achille Sansi il quale nel « Saggio di Documenti storici tratti dal- • lfArchivio del Comune di Spolcti (Fuligno » 1861. 8.vo) a pag. 64 = 79 pubblica sei lettere scritte di pugno dell’/l/uiano ossia Liviano, le quali aggiungono alla vita di quel celebre guerriero qualche particolarità sconosciuta a’ migliori suoi biografi. Voi. VI. p. 897. linea 2. Voi. I. — correggi — Voi. VI. Voi. VI. p. 899. col. 2. Leva le cinque linee 22. 23. 24. 25. 20 essendo per ¡sbaglio ripetute a p. 897. Voi. VI. p. 242. ove di Padova. Avendo io letto un importante opuscolo impresso in Padova in quest’anno 4 863, ed edito dal eh. Andrea Gloria intorno a Padova al tempo della lega stretta in Cambrai, dal maggio all’ ottobre 1509, e visto quel passo a p. 45, che rammenta le molte palle lanciate dagl’imperiali nella città, e gl'inopportuni e ridicoli tre versi latini sottoposti a tre di quelle palle: vennemi a memoria di avere, anni sono, più volte veduta nel cortile di Casa Foscari a S. Maria Gloriosa dei Frari, sopra una mensola marmorea una grande palla di fèrro bucata, che chiamasi bomba, la qual mensola avea questo ben adatto motto: « VANAE OBSIDIONIS PADVAE | TESTIS | MI)IX | PBIMO OCTOBR. . Ho voluto ciò notare, perchè dopo il 1834, e la meusula e la palla furono tolte via dalla famiglia dei conti Gradenigo in Rio Marin ; i quali conservano e Puna e l’altra, insieme con una epigrafe ch’era scolpita nella Sala superiore in memoria ch’Enrico HI nel 4 574 assistette colà alla Messa, ed è questa : « ALOYSIVS FOSCARVS FEDERICI F. » SENATOR | NON SOLVM AVITAE RELI-» GIONIS OBSERVANDAE ] SED ETIAM » AVGENDAE STVDIOSISSIMVS NE QVIDJ » TANTARVM AEDIVM SPLENDORI DEES-» SET | CHRISTO REDEMPTORI ARA ERE-» CTA DOMESTI | CVM SACELLVM P0-. SVIT IN QVO IIENRICVS HI. | GALLIAE » REX ATQVE IDEM PRIMVS POLONlAEJ » CIIRISTIANISSIMVS REI DIV1NAE PRI-. 31VS [ INTERFV1T XIV. CALEN. AVGV-» STI \ MDLXXIV. .