SAN GIOBBE. 683 ticlrissimo e càuto fisico l'eccellente dottor /il. Antonio Secco. Egli loda la sua scienza, e il metodo che teneva nello esercitare la sua professione : veramente (dice) portando el cognome de Secco vu se in tute le vostre ation e operacion, manifestao per florido, fresco e verdizante, stabele come un lavmno, sodo come un bosso, e mirabele come l'edera, e pur anche c/n volesse star in la metafora, arido de vilii, sulo de aviditae, e secco di mali co-stumi, di qualitae chel mondo ve tien per un niovo Mitridate, i miedeglii per un moderno Avicena, e la sente per un praticho visitaor ec. Non c’è data nella lettera, ma è inserita a p. 35 del Supplimenlo delle piacevoli lettere del Calmo. Venezia. Alessi 1552 — Ognun sa che il Calmo era eccellente nel comporre in dialetto veneziano, e per ciò è d’ uopo leggerlo ndle prime edizioni delle sue lettere, poiché nelle seconde e ultime varii vocaboli sono stati mutati, come accadde in questa lettera al Secco, la quale nella edizione prima del libro IH. a. 1552 comincia colla voce Fugando, che nelle posteriori fu mutata in „Facendo. Fuvvi dell’ordine de’ cittadini veneti ori-ginarii Galeazzo Secco il quale troviamo essere stalo Priore dell’ospitale de’ SS. Pietro e Paolo, come apparisce dalla seguente iscrizione la quale tuttora si legge sul pavimento di quella chiesa : D. 0. M. | GALEATIO SICCO INGENVO ATQVE PRVDEN | TI 0L1M CANCELARIO DVCALI | ET PER XII ANNOS HVIVS OSPI | TALIS MAGNA IN PAVPERES PIETATE j AC IN AMPLIANDIS PROVENTIBVS VIGI ] LANTIA PRIORI MERITISSIMO | IOANNES ANTONIVS FILI VS | PATRI OPTIMO ANNO MDCXH. Il Secco (come si legge a p. 12. dell’opuscolo: Relazione istorica delti prìncipii, istituzione e progressi del pio ospitale di Santi Pietro e Paolo regio juspatronato ec. Venezia 1788. A.) cessava d’esserne priore nel 1611 a’17 aprile. Questo Galeazzo è quegli del quale parla onorevolmente Giulio Preluda accademico Risoluto detto il Costante nella dedicazione che fa al patrizio Giovanni Giustiniano del volgarizzamento dell’¡Ustoria Komoaldina di frate Luca Ilispano (Venezia. Misserini 1590. 8.vo). Egli dice : Narrar quanto sa, quanto fa, quanto dà, quanto vuole et quanto vale il magnifico Secco non c uffi- cio conceduto ad un poco d'inchiostro : è ufficio conceduto a quel nome che è sparso della sua integrità, et a quella ufficiosissima sua natura, onde egli è tanto amato, et honorato quanto conosciuto. E poi curioso quanto, intorno a questo Galeazzo Secco si legge a p. 30 tergo, e a p. 108 del Voi. IH della cronaca del Sivos (Codice mio num. 2016) cioè: « Nel mese di luglio 1002 nis. Galeazzo » Secchi cancellier inferior di Sua Serenità » (era doge Marino Grimani ) fu privato di » quel carico per molte cose indegne da lui » fatte in quello dal sereaiss. Doge come » quello al quale tocca darlo via = Anno 1606. » Mentre che visse il doge Grimani (morto » a' 25 dicembre 1605,) occorse che Galeazzo » Secco suo cancelliere inferiore, et suo ca-» rissimo amico le dette molti et molti dis-» gusti, per il che lo privò, come fu dello » nella vita di esso Doge, et perchè l’amava » molto non volle far palese li suoi misfatti » ne formar altro processo, ma per l’autto-» rità sua, che ha di elegger et cacciar essi » cancellieri lo privò et in suo luoco fece » Giulio Zilioli motu proprio , qnale con li » due terzi del Collegio fu, giusta l’ordina-o rio, approbalo. Havendo presenlito il Sec-» chi già cancellier, che il Grimani stava » ammalato in pericolo della vita, se ne tornò » a Venetia, che prima non si seppe mai » ove egli fosse et morto il dose, comparse • egli avanti li tre Inquisitori, quali furono » secondo l’ordinario eletti dal Gran Con-» siglio, cioè, ser Nicolò Conlarini q. ser » Zan Gabriel, ser Alvise Zorzi q. ser Paulo, » et ser Alvise Bragadin q. ser Zuanne, et * dimandò d’esser restituito nel suo grado » di cancellier inferior, essendo che il dose » 1’ haveva privato senza formar processo » conira di lui^ nè havea portato cosa alcu-» na, per la quale lo potesse privare, ma che » d'autorità propria l’haveva privato, ove » citalo il Zilioli avanti li detti Inquisitori, » et disputale le ragioni dell’uno et dell’al-» tro dalli avvocati loro, doi delli Inquisi-» lori intromessero quest’atto, quali furono » il Zorzi et il Bragadino, ma il terzo loro » collega, che fu il Contarini, non fu in • opinione con loro. Per il chè, secondo l’or-» dine delle leggi, non havendo tempo il » Zilioli più che un mese di far intrometter * dalli Avvogadori quest’atto, fu finalmente in