ALLA CHIESA DI S. SEBASTIANO DEI GEROLIMINI. 65 i accenna ad alcuno ’storico luttuoso avveni* mento, ma piuttosto alla grande verità clic tutti dobbiamo morire, nè dalla morte si dà riscatto. Voi. IF. p. 217, colonna 1 linea 14. Nel Codice Contarmi N. 28, ed ora Marciano, contenente Antiquae Iiiscripliones, leggo la seguente : A . B . I VIA . BREY1A | QVAE . DVCIT | IN . ARCEM | M . D . V . I . KAL.SEPT.È unita la seguente nota: 4498 Francesco Brevio vescovo di Ceneda. Questo vescovo appena fu veduto in Ceneda poiché negli anni otto o dieci del sua governo, che si sdppia, venne solo a prenderne il possessi, e tosto tornò.a Roma, lasciaiulo in suo luogo come suo vicario divise Brevio suo fratello, e da questo fu fatta la strada del Castello, come si vede dalle due lettej-c .4 . B. poste nello ~ stemma . sopra V inscrizione suddetta. Intorno al Vescovo Brevio .è a leggere anche il documentato articolo che ne scrisse il chiariss. ab. Jacopo dottor Bernardi a p. 216, dell’opera La Civica aula Ce-nedese con li suoi dipinti, gli storici monumenti e la serie illustrata dfi Fescovi. Ceneda. Cagnani, 4845, 8.vo, ove si riporta la inscrizione suddetta a pag. 220, essendosi però ommesse le sigle A . B . Potrebbe anche osservarsi che Francesco Brevio, non fu mai patrizio Feneto ossia ascritto al Maggior Consiglio come è detto nel titolo «fell’ar-ticolo suddetto. Fol. IF.p. 228, col. 2, num. 3. Del Padre Ippolito Ciera compositore di musica abbiamo anche: Madrigali Labirinto. Venezia Scotto. 4554, 4. bislungo. (Catal. Gradenigo)«. Fol. IF. p. 228, dopo il num. 4. Aggiungo, che nei Codici Svayer si trovava : 1709 Progetto di frale Agostino Ciera Agostiniano presentato al senato per intavolare il Commercio colla China e Tartaria. (Codice N. 908). Fol. IF. p. 231, colonna prima. Il padre MARIANO PERLASCA veneto si esercitava con molta sua lode nella predicazione, e del 1747 e 1J53 tenne panegirico discorso per San Filippo Neri nella Chiesa di S. Giovanni Decollato; c del 1750 un altro per S. Agostino in S. Andrea di Venezia. ALLA CHIESA DI S. SEVERO. Fol. III. p. 102, inscr. 6. Alessandro Ot-tobon Papa. Fol. I. p. 269. insc. 34. Pietro Oltobon Cardinale. ' • •- Fol. I. p. 183, insc. 33. Antonio Oltobon Procuratore. In un mio Codice num. 1715, cartaceo, in 4.to piccolo, contenente la copia della Relazione di Roma di Nicolò Erizzo (a. 1702), colla traduzione francese allato, e con moltissime annotazioni storico-critiche , traduzione e annotazioni autografe di ignoto, ma che pare un Olandese, scrittore di spirito, leg-gesi relativamente alla casa OTTOBON1 e ai detti suoi individui, quanto segue, non senza però errori di fatto, che andrò correggendo. — OTTOBONI. « Non era nobile questa fa-» miglia prima dell’ anno 1646, ma bensi » antica ed illustre dell’ Ordine de’Citladini ; » avendo aMito l’ onore di dare alla Repub-» blica due Cuncelleri Grandi, dignità riser-•» vata a’ Cittadini, come ognuno sa. In quel » tempo il padre del papa Oltobotii credendo » di méritare alla sua famiglia per la terza » volta il medesimo onore, lo sollecitò con » lutto lo spirito, ma non l’ottenne (1). Sde-» gnato del torto che credeva farsegli acqui-» stò con 1’ esborso di cento mila ducati Ve-» neziani (quasi 200 mille fiorini d’ Olanda) » la Nobiltà ; ma Pietro il figliuolo, assai gio-» vine e molto più caldo del padre, prese il » partito di abbandonare la patria ingrata, e » quasi Profeta della Grandezza a cui una » disgrazia lo chiamava, vestito 1’ abito ec- (•) Lo storico non é esatto perchè Marco Olloboni padre ile! papa ottenne il Gran Cancellierato, e fu il terzo di sua famiglia insignito di tale dignità. » Tom. V. 82