553 ALLA CHIESA. DI S. GIOVANNI ILY OLIO. jpsrpetao, AH* autorità del Sanato s’aggiunge quella del Malipiero nei suoi Annali (Voi. VII. Parte II. p. "(>70 Archivio Storico): Che 1). f'ital Landò D. K. al presente consegier attuai sia privo in perpetuo eie officii, benefica, resimenti, et consegi : et sia per dies’ anni confina a Vicenza ec: Si potrebbe anche aggiungere all’ Agostini la notizia suddetta dell’ Opera intorno a cui occupavasi il Landò, se forse, con diverso nome, non è la stessa Quaestiones Miscellaneae, già dall’ Agostini indicala. Fol. 11. p. 491. 444. IF. 652. ove del Gatti. Negli estratti dalle Lettere inedite del Nun-cio • Berlingherio Gessi altrove da me citati abbiamo intorno al prete Veneziano Alessandro Gatti la seguente notizia. XXF1 dicembre 161)9 Alessandro Gatti sacerdote vene-tiano stato molti anni in Inghilterra e molto pratico di qnella Corte, è futt.o domestico della signora Arbellam Stilarla cugina carnale del Re e di alcuni Consiglieri Cattolici. Il IVancio nutre speranze che questa relatio-ne possa essere di molto giovamento alla religione cattolica. Fol. II, p. 192, inscrizione 26. Della famiglia Veneziana MAYSIS qui ricordala è d’ uopo richiamare alia memoria Pio Maisis dell’ ordine de’ Predicatori, e pro-.priamente di quella Congregazione che dice-si del Beato Jacopo Salomonio, la quale abitava già il Monastero di Santa Maria del Rosario sulle Zattere. Questo- diligentissimo e pazientissimo religioso lavorò X.Y1V volumi in gran foglio imperiale, ed altri due minori, tutti in membrana, i quali, comunemente delti Corali, servivano al canto de’padri. Contengono le Antifone, i Responsorii, gli Ufficii, diurno e notturno de Tempore, de Sanctis e tutto ciò che spetta alla Liturgia da loro usata. I multiplici caratteri, di varie grandezze, detti da’ periti Monacali antichi furono fabbricati dalla sua industria con lamine d’ ottone traforate. Passandovi sopra col pennello tinto d’inchiostro, o di cinabri, o d’ altro colore, dipingeva con somma facilità e celerità le lettere, e il nesso loro, e le note stesse musicnli. Le principali iniziali dorate e miniate frammezzo figurine, fiori, ed ornati di vario genere, sono d’ altra mano. Il chiarissimo Gianfrancesco Bernardo Maria de Rubeis della stessa Congre- gazione nel dar ragguaglio di questi volumi a p. 516 del Commentario istorico De Ru-bus Congregationis sub titulo Reali Jacobi Salomonii ( Venetiis. Pasquali 1751, 4 ) dice : In vetustis hujusce generis librorum or-namentis niliil est quod praeferri debeal. L’ epoca in cui lavoravansi questi Corali era MDCCXXFI, e molti anni vi si occupò il padre Maysis. Soppressa la Congregazione nel 1810, salvaronsi quei libri per cura spézialmentc de’ Padri i quali, resti/uila la Congregazione nel nuovo Ospizio di S. Lorenzo 1’ anno 1843, li riposero nel Sacrario ad uso (fella loro comunità, glorian-si a buon dritto di possedere, in tal genere, una cosa rara e preziosa. Fol. Il, p. 19 T. Alle Lapidi Triestine portate a Venezia si aggiunga anche_ quella di Q. PETRONIO una parte della quale esiste ora (a. 1849) nel Museo Obiciano al Catajo; come leggesi a p. 97-98 delle Antiche Lapidi Patavine illustrate dal Furlanello. Padova 1847, 8.\o ÜS- Fol. II,'p. 197, 198, IF. 654, ove della Lapida Triestina. Nell’ appendice al foglio Triestino N. 781 an. 1842 si legge : Annunciamo V arrivo dell’ impronta in gesso della gronde lapida di Ottaviano che accenna V erezione delle mura di Trieste, ora esistente nella Marciana di Fenezia ; lapidatile nel 1509 venne tolta dai Feneti. Fol. II, p. 202, 206, 209, 432, IF, 654. Promette m Gaetano Giordani eruditissimo Scrittoi1 Bolognese de’ nostri giorni in un Catalogo, delle su? Operette impresso nel 1845 in Bologna, e inserito alla line del Catalogo dei Quadri della Pinacoteca Accademica, di dare : Notizie intorno ai Ritratti di Fraiir cesco I. Medici e della celebre Rianca Cappello, dipinti da Alessandro Allori detto il Bronzino in una tavola che si conserva dagli credi del fu professore Salvigne a Bologna. Ma frattanto intorno alla Cappello e al Granduca alcune interessanti notizie leggo registrate negli inediti Annali Feneti, codici da me posseduti, e già più volte in quest’opera citali, scritti da autori contemporanei,