572 ALLA CFIIESA DEGL’ INCURABILI. Quanto poi fossero con avidità anche il} tre del 1542, che predicò in quella chiesa Venezia udite le sue prediche, mi piace di per la seconda volta, cominciò a spargerò riportare un passo di uno storico contempo- ben diverse dottrine. raneo.medito, cioè di divise Contarmi del Sappiamo eziandio che del 1548 furono quale ho parlato a pag. 244 del Volume li. di quest’ Opera. Nella sua : Delineato Ili-utoriae Fenctaa ( Cod. Marciano, classe X. nuin. GCLXXXV* ) Lib. III. parlando dell’ e-resia Luterana dice: Fenetiis contigit ut Bernardino Ochino c Capucinorum ordine, Pali- li III. pontificalu , concionante universa Ci-vitas ad illuni audiendum confuterei, et ha-bitu res novas insolito quodam modo e conclone proponens, clamores vir illi facicbùt, nullum templum tam latina Fenetiis e rat, quod auditores caperei, quo tempore de In-quisitoribus in Urbe et tota Republica udititi tendis et auctoritale publica juvandis ca-tliolicorum omnium precibus Pai ras cogitare coeperunt, praeserlim cum Pontifex per Nun* lium suum ad id saepe senatum inqiulisset, per uliqund temporis tamen dilatum fuil. 4nche Pielro Bembo iacea menzione delle prediche dell’ Ochino in Santi Apostoli. — hi un codice contenente lettere autografe di Pietro B^mbo Cardinale a varii, e di alili a lui, ch’era già nella celebre libreria Canonici, e che. fu veduto ed esaminato dall’ ab. Jacòpo Morelli, questi copiava la seguente lettera del Bembo » Al piovano di Santo A-» postolo. — Signor Piovano. Vi prego a » pregare et astringere il lido padre Irate » Bernardino a mangiar carne, non per agio » e commodo al suo corpo; del quale io so » ch’egli non eura; ma pef giovamento del-» le nostre anime , che 1’ ascoltiamo : acciò » che esso possa predicai' l’evangelio a lau-» de di Christo benedetto; al quale exercitio » egli non basterà nè durerà questa quadra-» gesima ; se non lascia i cibi quadragesi-» mali, che gli fanno il catarro che si vede. » Dunque faccialo per amor di Christo : per ». lo quale esso fa tante altre disagevoli co-» se; et duri questo disagio di coiilraporsi » in ciò alla sua volontà ; poscia che egli » ne dura e sostieiy; tanti altri. Raccoman-» datemi a S. Paternità. Alli XII. di marzo » 1559 in Venezia «. Dal tenore di questa lettera ( che fu anche stampata coll’ altre lettere del Beiubo, Verona, 1743 ,. 8.vo Voi. I. p. 323) vedesi che allora I’Ochino predicava, secondo il vero spirito cattolico, in Ss. A-postoli ( vedi pag. 401, linea 39, 40 ) ^ men- in Venezia abbruciati i libri di fra Bernardino Ochino, come trovò, già il sullodato ab. Jacopo Morelli nel terzo volume a pag. 194 di una Cronaca Veneta anonima inedita divisa in tre volumi, che cominciava dalla fondazione della Città e progrediva fino al 1553; cronaca esistente allora nella libreria de’ PP. Somaschi alla Salute. Fol. F. p. 402. L’ Accademia scientifico-letteraria de’ Concordi di Rovigo (una delle più antiche d’Italia ) alla quale io pure ho 1’ onore di appartenere, e della quale fu benemeritissimo Presidente il mio diletto amico Francesco Calli pel triennio 1840 - 1845, già fino dal 1097 scelse a si/o protettore e patrono Sun Gaetano Thiene, e 1’ onorò e Í’ onora annualmente nel giorno • a lui dedicato, il 5 agosto, con una sacra funzione, in cui quello de’ socii che nell’ anno precedente venne a ciò destinalo dai voti maggiori del corpo recita di Lui una sempre nuova orazione panegirica clic poi negli Atti dell’ Accademia conservasi. Tale funzione ebbe luugo nei tempio di S. Giustina finché stette ; passò di poi in quello di S. Maria del Soccorso, detto la Rotonda per la sua forma. Sorge per cura del Calli ormai da tre anni a decorare l’ingresso principale nelle Sale Accademiche 1’’immagine del Santo falta nel secolo scorso dipingere al celebre Giambati-sta Piazzetta : nella quale non solo assai rassomiglianza lodar si vuole, ma yedesi una insolita" eccezione al disastrò che notasi ordinariamente nell’ altre opere di quell’ autore: cioè all’enorme alterazione delle tinte per cui sono quasi svisati adesso i dipinti del suo pennello eccellente: colpa forse> cè--me ben osservava lo stesso Caffi, le materie o l’impasto de’ colori co’ quali ottenea prodigiosi effetti al momento. ALLA CHIESA DI S. LORENZO. Fol. II. p. 371. a. insc. 7. La famiglia Armena LION, cui spetta la epigrafe presente abitava vicino al Ponte che oggidì [pure U chiama Ponte Lion e nella.