402 SANT’ ELENA XVII, e diede in luce: Lo sposalizio della terra col cielo sopra l'immacolata Concezione della Vergine. Orazione panegirica di Nicolò Bon dei cittadini originali Veneti, all’ altezza seraniss. 1). Ferdinando M. Duca di Baviera, et Adelaide duchessa, e reai principessa di Savoja. In Venezia pel Valvasense. 1667. 4* ( Catalogo mss. ) 18 OSSA VENERANDA PARENTVM IO ANNIS AN-TONII PESENTII ET ADRIANAE FERRAE TRIVMQ. NEPOTVM A D. BENEDICTO ABATE FILIO PIENTI SS. OLIM ALIBI SEPVLTA NVNG TRANSLATA IIOG TVMVLO IAGENT DIGATO SIBIANDREAE FRATRI ET|CONSAN* GVINEIS MDXCVII. APRILIS XXIII. Sepolcro quasi di rincontro alla cappella di sant’Elena. L’inscrizione è nel Palfero, nel Co-ronelli, nel Rossi ; dicendo il Palfero fesextis in cambio di pesentu. . Be.vf.detto Pesenti, « monaco olivetano, liuo* « mo di gran valore e molto stimato, massime « nella musica, mandò fuori diverse cose molto » dilettevoli e grate ai professori; mori in Ve- * nezia.'e fu sepolto nella chiesa di sant’EIena» ( Alberici. Scrittori Veneziani. p. 16) . Egli lo colloca malamente all’anno 1525 ; mentre è lo stesso soggetto nominato nell’ epigrafe, che fiori nel tSyò, e che del 1597 pose la tomba. Di questo veneziano cognome Pesenti 0 Pi senti abbiamo avuto scrittore Giovanni Maria prete. Diede in luce: Coronazione del serenissimo principe di Venezia Giovanni Bembo. Oda di don Giovan Maria Pesenti, indi ritta all' ili. sig. Vettor Cappello. Venezia presso Antonio Turrini. an. i6i5. 4- con altre Rime nel fine aggiunte. Vedi il Quadrio, voi.II. P. II. pag. 177. ~ Di questo stesso prete ho ricordato nel proemio delle Inscrizioni di s- Zaccaria (voi. II. p. 108) un mss. inlitolato le Glorie del Tempio e Munistero di san Zaccaria. Vi fu anche Gianpqolo Pesenti, del quale è alle stampe: Pellegrinaggio di Gerusalemme del sig. Gio. Paolo Pesenti. in Brescia per il Fontana, anno 1628. in 8. ( Gaspari Bibl. Scritt. Venez. ). Da ultimo vi fu Giovan Bernardo Pisenti Ch. Reg. Somasco, nato in Cividale di Friuli dalla nobile famiglia Pisenti udinese, ma che passò in Venezia la maggior parte di sua vita; uomo letterato e particolarmente versato nelle materie filosofiche. Mori d’anni 41 l’anno I742- H suo elogio scritto dal padre Iacopo Maria Pulitoni trovasi nel Tomo XXVII. della Calogera-na a p. 161 ; ed è ricordato nelle Novelle Letterarie del 1743. pag. io. l9 TVMVLVM HVNC MELCHISEDECII LONGHENA SIBI FRANCISGOQ. FRATRI SVO CHA- A1 TOK. AAPIANOC .CEB TIBEP . KAAYAIEflN . ET . API Templum tetrastjlura , in quo eedet Iupiter. T • NEP . TPAIAN • AAKIK • KAAYAIEflN . E • N . Quadriga in qua Imp. ANTX1NINOG CEBAC EYG AYTK. KA1CAP. Queste due parole in prine. 'tANEAS ITOAEÌ1S CìiPIAS IIAAA12TINH2 ET. IIB caput Jovis Serapidis. anno 89 e non 69, come crede il Patino. AYT. AEA . TAZA----Forse TAZAC, o TAZAEilN L* , cioè A.3. Q«esta è di fabbrica Kgizia, onde l’epoca è come le altre. Il Patino erra, perchè invece di 0EAC vi legge OS per epoca, che nulla conclude. Chiaramente si legge, come ho detto Ls