586 SANT’ tor Capello; ma morto questi nel 1467, '1 Loredano per la quarta volta ebbe il carico di generalissimo in luogo del Cappello ( Sanuto n85. 1184 ) , e con otto galere fu tosto spedito a Negroponte, avendo per il corso di sedici mesi, nei quali comandò l’armata, valorosamente difesi tutti i luoghi di mare da ogni assalto dei nemici {Sabellico'j3a); il perché meritò nell’ anno stesso la dignità procuratoria de Citra a’ 6 di settembre ( Coronelli 55 ) t Poco visse dopo, perchè l’anno 1471 venne a morte dell’età sua 75 (Sanuto ng4). 11 suo ritratto vedevasi nella Sala del Gran Consiglio innanzi che bruciasse ( Sansovino i5i. b). 11 Loredano ebbe sepoltura col padre in questa chiesa di sant’ Elena. Antonio figliuolo di Iacopo e nipote di Pietro è quello di cui ho parlato nelle Inscrizioni di Santa Maria de’ Servi (Voi. I p. 72 ). Pietro fratello di quest’ Antonio, 11011 mi dà soggetto di discorso. Mori del 1479- Trovo bensì un altro Pietro Loredano poeta, vissuto alla fine del secolo xvi, e al principio del xvit, il quale ha versi latini in lode di Celio Maffioli Veronese premessi all’ opuscolo di quest’ ultimo intitolato : In Benacensis orae pacificatione carmen. Veronac 1607- 4- E un altro Pietro Loredano figliuolo di Lorenzo fin dal i475 canonico Trivigiano eresse nella chiesa di san Francesco di quella città un sepolcro al padre suo defunto in detto Reggimento ; e del i5o5 ristaurò alcune case de’ canonici di Trevigi, come da due epigrafi riferite dal Burchellati (Comment. p. 247.248). E ad un Pietro Loredano figliuolo di Lorenzo, che fu a Cremona rettore nel i'f97 veggo fatta da quella città un Orazion panegirica, la quale ridotta in latino da liartolommèo Burchellati sta registrata manuscritta a p. 17. del Catalogo de’ Libri di D- Tommaso de Luca. Venezia 1815. Forse questo è quel medesimo Pietro Loredan figliuolo di Lorenzo q. Nicolò, che nel giugno i52g era uno dei compagni della Calza detti Reali, ricordato dal lanuto. Ma già di questa famiglia illustre converrà parlare più volte. 1 I FRANCISCI RVJBEI EX BRITANIA CITERIORI MONIMEN.QVOD MISERVM PVTATIS FE-LICISSIMVM EXPERI . MORTVVS SVM TVM CVM SVA VE M1H1 ERAT VIVERE. TRIVM ELENA PROVHfGlARVM SENATOR, LEGATVS AD VENETOS, AETATE FLORENS SVRRECTVS. ANTONIVS TALENTVS DE FLORKNTIA ME-DIOLANI PARISII SENATOR MEDIOLANI CONDÌ APVD GENTILES SVOS CVRAVIT . ODIIT MDXXI. Questa epigrafe si ha nella Venezia del Sansovino (lib. v. 7g) nello Stringa, nel Martinio-ni, nei Palfero, e in tutti è scorretta. Vi si è detto FRiru invece di trifm a aetatfm invece di aetate ss sfffectfs invece di sfrrectfs. Essa riguarda Francesco rosso, o de rossi (latino rfbrifs, o rfbefs) di nobilissima famiglia sparsa da più secoli in Francia, e di là propagata in Italia. Egli nacque da Francesco Rosso nella Bretagna di Francia, e propriamente in un luogo detto in latino idioma Acrimelìus 0 Acrimelium. Aveva un fratello di nome Egidio che illustre carica nella Bretagna copriva. Il nostro Francesco che fornì gli studii suoi e a Bologna e a Padova viene dipinto dai contemporanei per uomo di grandi viste politiche, e di sociali doti fornito; molto estimato da Francesco 1. re di Francia il quale avealo ascritto al proprio consiglio, e fatto senator di Parigi e di Milano. ( Presidente del Senato di Milano dice il Sanuto). Fu pressoché continuamente occupato in onorevoli ambascerie, e in Borgogna, e nell’ Elvezia, e in Roma, e da ultimo in Venezia ove ambasciator venne nell’ aprile i5ao, giuntovi propriamente nel giorno i5 all’impensata senza che la Signoria abbia potuto, come il solito, mandargli incontro de’ gentiluomini ; il che però fece nello stesso giorno dopo che ne ebbe avviso, inviando al suo alloggio ch’era nelle case Dandolo a san Moisè oltre i5 nobili a visitarlo. Nel 19 di quel mese fece insieme coll’ambasciator di Francia cessato Monsignor di Pin che andava a Roma, la prima sua comparsa in collegio vestito di raxo negro fino in terra. Più volte in Senato presentassi, ma per affari particolari, osservando lo storico Sanuto, che non negoziava di cosse di stato. In effetto or fu per ottenere la esenzione di alcuni dazii, or per una certa lite tra c. Bernardo Zustinian • 1 uno da Como, ora per ottenere che fosse concessa a Lodovico di Bozzolo una tratta di mille staja di biava del Veronese, ciò che gli fu negato; ora perchè fossero ritenuti i malandrini che ferirono tre suoi familiari, ora vi venne lamentandosi che non si davano al palazzo di sua abitazione, biancherie condecenti al suo grado, nella qual occasione volle egli direttamente