i4 _ 3 - SALA DI PSICHE. Nel fondo della sala a cornice del portale che immette nell* Aula d’ onore di Casa Savoia ; Grande contorno architettonico dati1 arco riccamente intagliato adorno di fregi, di due figure di putti alati e sormontato dal sole raggiante. V arco è sostenuto da due colonne di alabastro. Sulle tre porte : Targhe di legno intagliato e dorato su fondo di specchio. Arte dell* Italia meridionale, primordi del secolo. Fratelli Simonetti. Roma. Le pareti sono ornate dagli arazzi delle serie di « Amore e Psiche > e di quella dei Legislatori, capi d’opera dell’arazzeria napoletana, ese» guiti intorno al 1780. Il mito di Amore e Psiche fu esposto la prima volta da Apuleio, che lo pose tra le Favole milesie, delle quali i Greci e i Romani del quarto secolo facevano la loro delizia. Ripresa da Ovidio, la favola appare dai versi delle Metamorfosi nella sua interpretazione più pò» polare ed ispira poi in ogni tempo artisti e scrittori. Psiche, giovinetta figlia di Re, è dotata di si meravigliosa bellezza ed è si pura, che suscita la più appassionata ammirazione dei mortali ed invaghisce Amore di cui ella stessa è presa. Venere s’ingelosisce ben presto di Psiche come di una rivale e giura di abbatterla ; ma Amore per appagare in segreto la sua passione, ostacolata dall’ odio di sua madre, e protetta da Giove, fa parlare 1* oracolo ed ordina ai parenti di Psiche di condurre la loro figlia sopra uno scoglio dove un mostro 1’ avrebbe divorata. Sulla roccia presente ma invisibile è lo stesso Amore che aspetta la sua giovane amante e la fa trasportare da Zeffiro in un regno incantato. Ivi ogni notte l’amante misterioso andava a visitare Psiche recan* dole l’ineffabile gioia che sarebbe durata eterna s* ella non avesse mai conosciute le forme umane di Amore. Ma le sorelle di Psiche fecero