sero riuniti alle forze principali determinerebbero in Mediterraneo una superiorità da parte della Francia. Bisogna ammettere che ciò potrebbe effettivamente avvenire, e comunque è d’uopo attendere i frutti deM’esperienza. 11 concentramento di incrociatori potrà essere in ogni modo evitato con manovre che obblighino a diversioni; ricordiamo infatti come i pochi incrociatori distruttori del commercio e le navi mercantili armate tedesche furono sufficienti ad impegnare sino alla fine della guerra un numero molto rilevante di unità similari inglesi. In conclusione non vi è alcuna ragione, nè strategica nè tattica nè tecnica, per mantenere i grandissimi incrociatori i quali, come prima abbiamo dimostrato, costituiscono la vera difficoltà per una soluzione del « problema dell’incrociatore » sulle linee della logica, che in fin dei conti sono quelle della sicurezza, dell’economia e dello spirito di conciliazione internazionale. La flottiglia Mentre il numero e le caratteristiche delle « navi da battaglia » e quello degli « incrociatori » furono stabiliti in base a particolari fattori, sarebbe molto più difficile concretare analoghi principii nei riguardi delle flottiglie siluranti. Le odierne flottiglie di superficie subacquee ed aeree, sviluppatesi gradatamente negli ultimi anni, operano in guerra in gruppi ed in numero molto rilevante. Come è stato già detto le flottiglie, se vien fatta eccezione delle navi incendiarie del secolo XVII e XVIII, non ebbero in passato alcun valore bellico. L’artiglieria che era in quel tempo l’unica arma che potesse avere una influenza sul corso di una battaglia, se istallata su quelle piccole unità, non poteva avere potenza sufficiente contro le navi di linea mentre i pesanti mortai da 330 ed i cannoni da 203, montati in epoca posteriore sulle cannoniere russe, non davano loro la mobilità necessaria per un efficace impiego in battaglia. Le flottiglie furono quindi utilizzate per la difesa delle vie di comunicazioni, contro le unità di guerriglia che le infestavano e per la cattura di navi da carico. Le loro azioni non avrebbero quindi potuto modificare il corso della guerra, e le diversioni di forze da esse prodotte, per quanto non trascurabili, non furono mai sufficienti ad influire sul- 1 esito del conflitto. Le unità di guerriglia non poterono inoltre inter- 172