Stazione idrovolanti di Parenzo veniva poi ripetuto dai CC. TT. «Zeffiro», «Carabiniere», «Fuciliere» e «Alpino», nonostante il fuoco incessante delle batterie costiere avversarie, mentre gli Esploratori «Pepe», «Poerio», e i CC. TT. «Missori» e «Nullo» si tenevano pronti al largo per una eventuale uscita di forze nemiche da Pola. Nella notte dal 16 al 17 Luglio velivoli nemici, mentre si dirigevano su Venezia, venivano bersagliati dal fuoco delle nostre siluranti in servizio di vigilanza in mare; accolti poi da quello infernale della difesa antiaerea della città, proseguirono, scaricando il loro esplosivo su Treviso. (V. voi. 1° Parte IL' incursione XVIP). L’INCAGLIO DEL SOMMERGIBILE “ PULLINO ” SUGLI SCOGLI DELLA GALIOLA Il sommergibile'«Pullino», al Comando del T. di V. Degli Uberti, partiva da Venezia il 30 Luglio in direzione del Quarnero con l ordine di recarsi a Fiume e di silurare i piroscafi ivi ormeggiati ; portava a bordo il Comandante Nazario Sauro che aveva chiesto ed ottenuto di essere imbarcato allo scopo di pilotare la spedizione. Il «Pullino», mentre percorreva il canale fra perte e catturate, e gli equipaggi condotti prigionieri a Pola. Interrogato il Capitano Sauro dichiarò di chiamarsi Nicolò Sambo nativo di Venezia e di essere Ufficiale italiano Comandante in seconda del sommergibile naufragato, ma venne riconosciuto dal pilota Nicola Pozzetto che lo denunciò; invece altri generosamente finsero di non averlo mai visto. Il Sommergibile «Pullino» arenato sugli scogli della Galiola le isole della Galiola e di Unie, disgraziatamente incagliava sulle rocce della Galiola, e gli sforzi dell'equipaggio, che invano aveva tentato di disincaglio, a nulla valsero. Era il 1° di Agosto, e il Comandante, visto il sommergibile irrimediabilmente perduto, ordinava ai suoi uomini di impossessarsi di due natanti appartenenti ai semaforisti dell’isola. L’ordine venne immediatamente eseguito, e poco dopo tutto l’equipaggio, compresi gli Ufficiali, prendevano posto in una barca a vela, ad eccezione del Capitano Sauro che col mezzo di una piccola imbarcazione volle tentare la sorte di poter sbarcare in qualche punto remoto della costa istriana a lui ben nota. IL COMANDANTE NAZARIO SAURO PRIGIONIERO DEGLI AUSTRIACI Nel frattempo, la notizia che un sommergibile italiano si era incagliato sugli scogli della Galiola, veniva trasmessa dalle isole di Unie al Comando Base Navale di Pola, che inviava immediatamente delle navi alla ricerca dei naufraghi. Ben presto le due imbarcazioni vennero sco- L’AMMIRAGLIO REVEL ORDINA LA RICERCA E LA DISTRUZIONE DEL «PULLINO» Il Comando in Capo della P. M. M. di Venezia, informato che il «Pullino» era incagliato presso l’isola della Galiola, disponeva immediatamente per la sua distruzione e per ostacolare le operazioni di ricupero con frequenti attacchi di sottomarini, di siluranti e di velivoli, purché non fosse preda del nemico. Frattanto FAmmiraglio Revel ordinava al T. di V. Perricone, Comandante del sommergibile «Salpa», di partire la sera stessa da Venezia in modo di arrivare all’alba nel Quarnero e di distruggere il «Pullino» col cannone, oppure coi siluri. All’alba del 2 Agosto 1916 il sommergibile «Salpa» era a un miglio dalla Galiola senza però riuscire a scorgere traccia del «Pullino». Più tardi tra Galiola e Unie il Comandante Perricone scorse due fumi all’orizzonte in direzione di Pola, e mosse a tutta forza all’attacco governando sulla rotta di avvistamento. Quando le due navi nemiche, che erano il «Ma-gnet» e la torpediniera «T. B. 34», furono a circa 700 metri dal « Salpa », dal sommergibile veniva 377