Sommergibile italiano in emersione il numero delle siluranti nel golfo di Trieste, gli idrovolanti di Grado rinnovarono l’esplorazione, constatando la presenza di due dragamine nemici intenti al rastrellamento di torpedini collocate nei giorni scorsi dalle nostre siluranti lungo la costa dinanzi a Miramare. Il Comando in Capo inviava immediatamente le torpediniere 19, 22, 23 0. S. della Squadriglia al Comando del C. di C. Bogetti, scortate da un idrovolante francese. Tali siluranti erano appena rientrate a Venezia dalla missione di scorta all’idrovolante L. pilotato dal T. di V. Bologna con a bordo il Comandante D’Annunzio, che aveva lanciato dei proclami su Trieste, mentre l’apparecchio veniva fatto segno dal fuoco infernale delle artiglierie di Opcina, che ebbe esito negativo. Le tre siluranti, nonostante il lancio di bombe da parte di due velivoli nemici, che si erano poi abbassati a minima quota concentrando su di esse il tiro delle loro mitragliatrici, sorpresero i due dragamine che venivano inseguiti e cannoneggiati; mentre uno veniva colpito, l’altro fu costretto a rifugiarsi sotto la costa nemica, protetto dalle batterie che aprirono il fuoco contro le nostre unità. Le varie Squadriglie di siluranti esercitavano continue scorrerie e una scrupolosa sorveglianza all’avversa sponda, molestando continuamente il nemico, obbligandolo di non uscire dalle sue basi, affermando il nostro predominio sul mare e in special modo sull’Alto Adriatico. Nello stesso tempo le nostre unità esercitavano una intensa vigilanza sulla attività nemica nel golfo di Trieste; così la nostra Marina assolveva il compito di protezione del fianco destro dell’Esercito contro le offese navali. L’ ardita offensiva delle torpediniere costiere raggiunse spesso il fine proposto, anche quando per numero e calibro di cannoni esse avevano inferiorità evidente; ma l’opera da loro svolta ad impedire il dragaggio non era sempre sufficiente, per la raddoppiata intensità con cui si accingeva l’avversario, il quale aveva armato i suoi rimorchiatori dragamine con due cannoni e li faceva sostenere da velivoli. 11 6 Febbraio 1916 venivano avvistati da Mon-falcone ben otto galleggianti nemici intenti al dragaggio sotto la costa tra Duino e Miramare, entro il raggio di protezione delle proprie batterie da terra. Inviate sul luogo due torpediniere, queste non trovarono più i galleggianti; venivano invece attaccate da un idrovolante nemico che lanciò su di esse otto bombe, fortunatamente evitate dalle due siluranti mediante rapida manovra. Risultando inefficace il tiro di fucileria ad allontanare i velivoli, e dato il frequente ripetersi degli attacchi per opera di idrovolanti alle nostre torpediniere, l’Ammiraglio Revel dava corso all’installazione di due mitragliere da 25 inni, su ciascuna silurante, prelevandole dal materiale in eccesso all'armamento di motoscafi antisommergibili; intanto provvedeva immediatamente ad una installazione provvisoria coi cannoni da 37 disponibili. L’attività intensificata del nemico, mal celata da una apparente sosta in azioni offensive contro il litorale, risultava evidente dalle regolari ricognizioni che compivano da qualche tempo i velivoli della base di Trieste lungo la nostra costa tra Grado e il Tagliamento, i quali profittavano di ogni ora favorevole di tempo; inoltre per il notevole aumento delle siluranti nemiche a Pola, constatato in una nostra ricognizione aerea. Coll avanzarsi della stagione, il nemico riprese la sua attività aerea e le sue offese contro il nostro litorale Adriatico. Il 12 Febbraio 1916 Ravenna e Porto Corsini venivano bombardate da una Squadriglia di idrovolanti, mentre altri sei apparecchi gettavano bombe su Codigoro. La notizia di queste incursioni aeree giungeva sùbito a Venezia, e il Comando in Capo inviava immediatamente la Squadriglia di CC. TT. «Carabiniere» in caccia contro il naviglio nemico di scorta, scaglionato lungo la rotta degli idrovolanti, che veniva risolutamente assalito dalle nostre unità ed inseguito fino a Capo Promontore. Lo scoppio di una bomba antisommergibile 370 —