Po, Capo della sezione, alle ore 20.06 lasciavano i Sabbioni con mare leggermente mosso, tempo a piovaschi e fitta oscurità rotta ad intervalli dal chiarore dei lampi. Verso le 22.10 le due siluranti, a circa 22 miglia dalla costa, avvistarono uno scafo nemico che credettero del tipo Huszar. Era invece la torpediniera austriaca 75 T., che, in unione a 4 CC. TT. e a 5 altre torpediniere, scortavano una Squadriglia di idrovolanti che doveva bombardare i ponti sid Brenta; invece l’esito di questa missione fu negativo. La 75 T., manovrando in modo da lasciar passare la 22 0. S., che era capofila, dopo un rapido avvicinamento rilevò che tale unità era seguita da una seconda seminascosta dal fumo di quella di testa alla sezione. Le nostre siluranti accostarono a dritta per lasciar passare l’unità nemica da poppa, mentre la 21 0. S., trovandosi in distanza utile al lancio e in condizioni favorevoli, lanciava un siluro che venne evitato dal nemico con una rapida accostata a sinistra e con aumentata velocità : nell’accostata lanciava a sua volta un siluro che passava a pochi metri da poppa della 21 O. S. Alla distanza di 200-300 metri l’unità nemica iniziava il fuoco a cui rispondeva immediatamente la nostra sezione : anche le altre unità nemiche provenienti da S. E. e delle (piali non si scorgevano che il fumo e i segnali luminosi, aprirono il fuoco sulle nostre unità. Il tiro italiano si dimostrò efficace, perchè il C. T. di testa veniva colpito in pieno nel locale della turbina che sprigionò violentemente il vapore; nello stesso tempo l’unità colpita cessava sùbito di sparare. Mentre la 21 O. S. accostava a dritta per lanciare i! secondo siluro, veniva colpita da una granata che penetrava nello scafo e scoppiava, provocando l’entrata d’acqua e facendo divampare un incendio a bordo; tuttavia continuò sempre a sparare sul nemico appoggiata dalla 22 O. S. che L’Ammiraglio Revel col suo Aiutante di Bandiera Manfredi Gravina da sinistra : I Comandanti Carlo Pignatti Morano e Costanzo Ciano cercava di portarsi in condizioni favorevoli per il lancio. Dopo aver scambiato le ultime cannonate, la 22 O. S. desisteva dalla caccia e poco dopo raggiungeva la 21 0. S. che non ebbe bisogno del soccorso immediato avendo tappata la via d’acqua e domato l’incendio. LA TORPEDINIERA «24 0. S.» FORZA L’ENTRATA DEL PORTO DI TRIESTE Il 27 Maggio 1916 la torpediniera 24 0. S., al Comando del T. di V. Manfredi Gravina, partiva da Venezia con l’ordine di recarsi a Grado per imbarcarvi il pilota T. di V. Nazario Sauro e penetrare nella notte nel porto di Trieste per silurarvi i piroscafi ormeggiati. La 24 0. S., nella notte dal 27 al 28, scortata da una Squadriglia di siluranti della Flottiglia al Comando del C. di V. Pignatti Morano e da una Squadriglia di CC. TT., lasciava Grado, mentre altre siluranti si tenevano pronte per una eventuale sortita del nemico da Pola. Nell’oscurità profonda la 24 O. S. navigò verso Trieste, e giunta nel porto, sebbene scoperta dal nemico, continuò ad avanzare a tutta velocità lanciando due siluri che scoppiarono contro una massa oscura ritenuta dal Comandante Gravina una nave. Sotto il violentissimo tiro del nemico e mentre i riflettori frugavano nella notte buia, la 24 0. S., a tutta velocità, usciva dal porto e rientrava felicemente a Venezia, portando le gloriose impronte della mitraglia nemica. - 373 -