Troppo lungo sarebbe descrivere l’opera svolta dalla R. Marina durante la grande offensiva italiana sul fronte terrestre da Tolmino al mare, che portò all’occupazione della Bainsizza. All’azione vi parteciparono anche le batterie costiere e natanti della R. Marina dislocate a Punta Sdobba, sull Isonzato, dipendenti dal Comandante Granafei (V. parte VII1) che concorsero alla distruzione delle trincee nemiche, unitamente ai monitori «Cappellini» e «Faa di Bruno». La cannoniera «Capitano Sauro» era a protezione dei ino-nitors, mentre i M.A.S. 15, 17, 18, 19, 21, 22, 14, 16, 20 e 53 agivano al Comando del C. di F. Cosi anzo Ciano. Il tiro delle batterie natanti da 190, da 152 e da 76, era diretto dai T. di V. Aldo Ascoli, Antonio Celozzi, Umberto Cugia e Giovanni Aliprandi. Putte le Squadriglie degli idrovolanti di Venezia e di Grado eseguirono bombardamenti sulle retrovie nemiche. 11 servizio di esplorazione, di osservazione e di difesa antiaerea, al quale collaboraro-i)o Squadriglie inviate dal XIII Corpo d’Armata, fu intensissimo. Il 24 Agosto venne sospesa l’azione di bombardamento dalla costa e dal mare ed i monitors ritornarono a Venezia. In tutte queste operazioni le artiglierie della R. Marina spararono complessivamente 885 colpi di grosso calibro, 5169 di medio e 1926 di piccolo calibro, ed è giusto far rilevare il notevole concorso di mezzi che la Marina mise a disposizione per questa operazione richiesta dall’Esercito. Per molti giorni tutte le forze navali ed aeree dell’Alto Adriatico furono mobilitate ed impiegate esclusivamente per 1' obbiettivo prefisso, raggiungendo il risultato sperato senza che il nemico osasse impedire od ostacolare l’esecuzione. L’ Ammiraglio Revel, Capo di Stato Maggiore della Marina, si trovava sul posto ad assistere alle operazioni, e nella speranza che le navi nemiche uscissero, voleva essere pronto ad ogni eventualità. Ma purtroppo l’aspettativa fu delusa. Il Contrammiraglio Marzolo aggiungeva nel suo rapporto la sua soddisfazione per il modo lodevole con cui avevano funzionato tutti i servizi, citando in special modo i C. di F. Dentice e Granafei ed il C. di V. Alessandro Ciano per le sue spiccate doti di chiaroveggente organizzatore, di oculato ed energico Capo; inoltre il C. di C. f arina e i T. di V. Luigi Rizzo, Enrico Insom, Giovanni Banelli, Antonio Legnani. LE CORAZZATE “WIEN” E “BUDAPEST” LASCIANO L’ANCORAGGIO DI TRIESTE nel porto di Trieste per rientrare a Pola; ma questa azione fu dovuta sospendere perchè il Comando della III'' Armata fece [»resente che tale bombardamento avrebbe provocato una reazione da parte del nemico, reazione che avrebbe disturbato in quei giorni i concentramenti e movimenti delle nostre truppe. Il mattino del 7 Settembre 1917 dodici idrovolanti nemici bombardarono Venezia, gettando sulla città 40 bombe ad alto esplosivo che produssero gravi danni a proprietà private. (V. voi. F, Parte IP, incursione XXXIIF). Nella notte dal 12 al 13 Settembre le due Corazzate austriache lasciarono Trieste; così si chiuse il primo periodo della presenza delle due navi presso la nostra fronte e da tal momento fu iniziato un attivo servizio di vigilanza sotto la costa nemica per prevenirne il ritorno. LO SBARCO DI NOSTRI INFORMATORI A FONTANE L’aviazione marittima U C. di V. Pignatti Morano, Comandante la IN osservazione del tiro DEI monitori Flottiglia Siluranti Alto Adriatico, aveva emanato Rimorchio di un pontone armato Ai primi del Settembre 1917 venivano date le istruzioni per un’azione che avrebbe dovuto effettuarsi con i monitors ed i pontoni armati, nella supposizione che sotto il nostro fuoco le Corazzate nemiche «Wien» e «Budapest» lasciassero l’ancoraggio - 389 —