L’ARDITA AZIONE DEL CACCIATORPEDINIERE “ZEFFIRO” CHE, AL COMANDO DI COSTANZO CIANO, ENTRA NEL PORTO DI P A RENZO, CANNONEGGIANDO GLI HANGARS E LE FORTIFICAZIONI Il Comando in Capo era stato informato che il nemico aveva di recente costituito una stazione di idrovolanti a Parenzo, donde per la maggior parte provenivano gli aerei nemici nelle frequenti incursioni su Venezia: ma se era nota la direzione in cui gli idrovolanti nemici si abbassavano al loro 1 ¡torno, le nostre ricognizioni aeree su Parenzo non avevano potuto precisare esattamente la località ove la stazione aveva sede. Bisognava pertanto agire di urgenza e con la massima energia, e a tale scopo l’Ammiraglio Revel affidava 1 incarico di precisare la località, e possibilmente di distruggere la stazione degli idrovolan-tì nemici, al C. di C. Costanzo Ciano Comandante del C. T. «Zeffiro» che in molte altre precedenti missioni aveva dato tante prove di sapiente esperienza marinara e di audacia meravigliosa. Nella sera dell’ll Giugno Venezia veniva nuovamente bombardata da aerei nemici, (V. voi. 1° Parte 11“ incursione XIV“) e nella notte dall’ll al 12 Giugno 1916 il C. T. «Zeffiro», avendo a bordo il T. di V. Nazario Sauro come pilota pratico della costa, muoveva da Venezia alla volta di Parenzo. Il C. T. «Zeffiro», come si è detto, al Comando di Costanzo Ciano, era scortato dai CC. TT. «Fuciliere» ed «Alpino» e dalle torpediniere 40 P. N. e 46 O. S., mentre gli Esploratori « Pepe » e «Rossarol» e i CC. TT. «Missori» e «Nullo» erano in crociera al largo e si tenevano pronti ad interve- nire per contrastare una eventuale sortita di unità nemiche da Pola. Lo «Zeffiro» giungeva nei pressi del porto di Parenzo, ma non riuscendovi a scorgere l’hangar, il Comandante Ciano con somma audacia decideva di entrare di sorpresa nell’interno del porto, per una più vicina esplorazione. E lo «Zeffiro» si ormeggiò alla banchina senza incontrare resistenza, poiché i gendarmi austriaci, di guardia sul molo. ritennero trattarsi di un C. T. austriaco, ed anzi aiutarono i marinai dello «Zeffiro» nelle operazioni di approdo!!! E Nazario Sauro ordinò nel dialetto locale ai gendarmi di dar ben volta alle cime sulle bitte di ormeggio ! Ad attracco compiuto Nazario Sauro balzava a terra, agguantava il primo gendarme che gli capitò Ira le mani trascinandolo a bordo, mentre le altre guardie si davano a precipitosa fuga. Il malcapitato, sottoposto a stringente interrogatorio, rivelava finalmente il punto esatto in cui si trovava la stazione degli idrovolanti. Frattanto i marinai dello «Zeffiro» gettavano sulla banchina e sulle adiacenze pacchi di proclami incitanti gli irredenti a scuotere il giogo austriaco. Nel frattempo i fuggenti avevano dato l'allarme, ma lo «Zeffiro», brillantemente manovrato da Costanzo Ciano, si era già allontanato dalla ban- Verso Venezia - Il R. Cacciatorpediniere «Zeffiro» DI RITORNO DALLA MISSIONE CONTRO GLI HANGARS DI PARENZO 374