— 161 — risponsione di eventuali danni. Queste notizie, che Pietro Mocenigo dava nel 1671 alla Repubblica dall’Inghilterra, denotano una sapiente unità degli sforzi, una coesione ed un accentramento geloso nel perseguire una espansione commerciale, che può ben essere paragonato a quello dei primitivi gruppi commerciali di Venezia. Come in quell’epoca lontana, bisognava prima raccogliere, poi costruire ed innalzare. Bisognava poi innalzare, verso un piano più alto, per poter dominare la nuova situazione economica. Tommaso Querini e Francesco Morosini, nel 1763, ci spiegano che dallTnghilterra « non avrebbero potuto alcuni particolari dissociati mercanti incamminare profittevolmente alcuno dei commerci mentovati senza danneggiarsi reciprocamente per la gara nascente d’interessi divisi; senza restar soverchiati dalle altre Nationi emule, o aspiranti alli medesimi commerci e senza molto pericolo di essere rovinati per qualche perdita, a cui la Navigatione li avesse esposti » (1). L’Oriente mediterraneo diveniva campo di sfruttamento solo per talune industrie che avessero prodotto a basso costo vincendo la concorrenza locale dei beni direttamente lavorati dall’uomo. Ben più vasti guadagni avrebbe ottenuto l’Inghilterra altrove, oltre l’istmo di Suez, con i suoi prodotti industriali (2) ! Quali predo-minii si sarebbero costruiti se il binomio, posto da Venezia, e che è una gloria del suo genio economico, lavoro accentrato - terra a popolazione rada si fosse trasformato in lavoro industriale - terra a popolazione rada, binomio, quest’ultimo, che avrebbe prodotto, con un crescendo poderoso, enormi conquiste territoriali di fronte all’Europa avida di terra ed in fermento a causa della accresciuta sua popolazione ? Una società indigena, povera di mezzi di lavoro, ricca formalmente di terra, poteva vendere questa a prezzi minimi, quando appunto la terra ben poco poteva valere. Un solo prodotto dell’industria poteva essere pagato con diecine e diecine di chilometri quadrati di terra : regni immensi potevano essere dominati dalle costellazioni delle Compagnie coloniali operanti un semplice audace « confronto » economico. (1) Arch. Stato Venezia, Relazioni, b. 17. (2) Si badi che anche la diffusione dei tessuti inglesi in Oriente non avveniva più prevalentemente, nei primi anni del ’700, attraverso il grande centro cittadino di Costantinopoli, ma attraverso alcuni più modesti centri dell’Asia Minore. I prodotti tessili dell’industria venivano indirizzati in modo quasi da evitare i grandi centri di popolazione. Carlo Ruzzini osservava nel 1706 che gli Inglesi trovavano « l’esito dei loro panni et il Ritratto in molte capi di cose a loro opportune » non a Costantinopoli ma a Smirne. Smirne era infatti in una posizione più favorevole e x>iù centrale per operare nell’àmbito delle popolazioni territoriali dell’Asia Minore. 11