MARIO LONGHENA sua Parrocchia: un elogio in Ialino fu scritto dal dottor M. Bazani,1 presidente dell’istituto. Una medaglia fece coniare l’istituto in suo onore (1731): essa portava il suo ritratto ed il motto che aveva adottato per sè « nihil mihi »; l’Accademia Clementina in S. Domenico volle in una grande lapide eternata l’effigie del Marsili e la sua devota riconoscenza. Alla distanza di due secoli l’Accademia delle Scienze, discendente da quell’istituto che Egli aveva fondato e da quell’Accademia Clementina che egli aveva fuso con l’istituto, per opera del suo Presidente, on. Rava, e del Presidente della classe di scienze naturali, Prof. Pincherle, per opera di alcuni suoi membri, autorevoli nel campo delle discipline coltivate dal Marsili, gli prepara quelle onoranze di cui Egli è ben degno: fan-nogli onore e di oiò fanno bene. Ed ora ci si permetta che qui cerchiamo di scolpirne un’immagine che rapidamente ci mostri e mostri sopra tutto a chi legge i suoi tratti più caratteristici, che sia breve, ma sicura. Non facile è l’impresa che ci proponiamo, perciò ci si perdoneranno le manchevolezze. Dritto fu moralmente il Marsili: nulla c’è nella sua vita che desti in noi alcun sospetto, nè alimenti sospetti che qualcuno abbia concepiti. Nessun’azione, anche solo debolmente storta o di dubbia rigidezza, fu da lui compiuta. Leale fino all’esagerazione, franco di parola fino ad aver dalla sua 1 II Fantuzzi dice che non fu recitato in quell’occasione, perchè il Bazani cadde gravemente ammalato, ma fu stampato nel 1732 « In obitu Com. A. F. Marsili ». - 158 -