CONTE L. F. M ARS ILI palmo più sotto la terra mostrava un colore ferrugineo e verdastro, con pezzetti come i primi ma più piccoli: finalmente la terra più profonda — ugualmente per la profondità d’un palmo — era la stessa, ma i frammenti erano più minuti, tanto che solo con la lente potevano essere riconosciuti: per altro il loro colore era di maggior bianchezza. Il terreno più profondo era tufaceo. I primi esperimenti chimici su questa terra, che triturata produce forti dolori di capo a chi la prepara per l’esperienza, confermano il Marsili in ciò che aveva supposto, cioè che essa contenga vetriolo ed arsenico. Non si ferma — dice il M. — a far la storia del ritrovamento di questa pietra; chi à vaghezza di conoscerla consulti tali libri; ed in questa sua negligenza della storia della pietra, mostra, senza dirlo, la volontà di differenziarsi da essi; e di fatti quale importanza può avere la storiella del calzolaio alchimista per lui che solo intende penetrare dentro gli strati della pietra e vederne la composizione, sezionarla quasi per sorprendere il mistero della sua fosforescenza? Poi ne considera la figura che è varia, piana, man-dolare, cilindrica, ovale, tabulata e sferica, — si sa che la baritina si presenta in forma di cristalli o cristalli multipli — e ne determina con un molto rudimentale modo il peso specifico, raggiungendo però quasi la esattezza. Poiché il Liceti aveva lasciato scritto che superava per peso il piombo, egli invece trova che la pietra fosforica pesa un po’ più di un terzo del peso specifico del piombo, il che è quasi rispondente al vero: la baritina à una densità di 4,3-4,7 ed il piombo di 11,34. Anche vario è il colore; alcune sono plumbee, ma 20. - Conte L. F. Morsili. ~ 289 ~