CONTE L. F. M ARS ILI serie metodica di osservazioni fatte un po’ da per tutto sui mari del Mediterraneo, non sono quelle che poi l’uomo à potuto ricavare, se quindi non esatta è la valutazione delle conseguenze delle correnti, non resta meno lucida la concezione che egli à della funzione delle campagne talassografiche; e l’aver solo pensato — come abbiamo detto altrove — a questa solidarietà scientifica sta a dimostrare che egli à precisa idea del problema e della sua vastità, nè crede che osservato solo parzialmente possa essere fruttifero di induzioni solo probabili. Del pari le serie incombenze alle quali doveva attendere non gli permisero di pescare animali e di avere nozioni se dentro le acque ci fossero piante. Non di meno a nello scorrere più volte tutti li seni e scogli del monte di Ancona » sospettò che in alcuni siti ci fossero litofiti, psedocoralli e forse anche coralli veri. E questo a lui fu confermato dal fatto che dopo una furiosa tempesta dei pescatori trassero con le loro reti, presso il monte di Ancona, dei litofiti e dei psedocoralli. Piante molli di varia specie potè vedere, in tempo di calma, sopra sassi, tufi e « cretoni ». Osservando i psedocoralli trovò la solita sostanza glutinosa, del colore di paglia, equivalente al latte di color bianchissimo del corallo rosso; ed è tale sostanza che determina il lento ingrandire di queste piante. Altro argomento di osservazione e di ragionamento sono i testacei — che chiama ballari — trovati alla profondità di un piede o poco più nelle pietre del promontorio di Ancona o della Cattolica, e questo ritrovamento, poiché altrove à trattato dei testacei del tutto rinchiusi dentro l’arena, la creta o le pietre durissime, o fitti nell’arena, oppure « legati con alcuni filamenti a pietre od a legni, oppure insiememente conglutinati 11. - Conte L. F. Morsili. ~ 145 -