MARIO LONGHENA volta, coi suoi fascini, lo attrasse tutto: lo aveva sedotto ventenne, era ritornato a lui di poi, ed ora si dava per intero alla penetrazione de’ suoi misteri. E che questo sia un ritorno ed un ricollegamenlo stretto al passato lo dice il fatto che sei mesi dopo che era a Cassis scrive all’abate Bignon che à incominciata « la ricerca sopra la storia del mare » ed all’amico già sbozza gli argomenti che in essa saranno trattati. « In essa ò pensato di trattare della natura delle acque del mare e de’ suoi diversi movimenti, della differenza dei fondi del mare, che mi sembrano aver rapporto alla struttura delle montagne, di alcuni effetti che producono i venti sopra queste acque, della natura dei pesci sviluppata per mezzo dell’analisi, della vegetazione delle piante che crescono nel fondo del mare )>. Non è ancora il sommario che noi troviamo nella histoire physique, ma è la preparazione sicura ad essa. Ed all’abate Bignon e per mezzo suo all’Accademia delle Scienze di Parigi, man mano che procede ne’ suoi studi e nelle sue scoperte, invia comunicazioni e brevi relazioni. Così gli uomini dell’Accademia sono i primi ad essere informati della scoperta che egli fa, che non è ancora il vero, ma un passo gigantesco verso il vero — che il corallo non appartiene al mondo inorganico, ma fa parte dei vegetali ed è una pianta che si copre di fiori bianchi. La vita sua a Cassis è delle più semplici e delle più sane: quasi sempre è o presso o sul mare: va coi pescatori sulle lor barche, va con loro alla pesca, esamina quel che le loro reti tiran su dalle acque e dal fondo: sempre attento osservatore non perde nessuno dei fenomeni che sopra, attorno e dentro il mare si - 242 -