76 MONTENEGRO 1691, giugno 13. Scutari — Reiasione di 1111 Confidente sulle mosse dei Turchi. Il Passà di Scuttari partirà dimani con il suo Essercito verso Podgoriza per andar contra Montenegro. Sin’ hora non li son venuti più di cinque cento huomeni di fuora. Il mal contaggioso non si sente più in nissun luogo. Le fuste non sono partite, cioè quelle due che sono ritornate, una con nove schiavi, l’altra con venti tre schiavi. La terza non è ritornata; non so poi se ritornerà più, perchè li loro parenti hanno cominciato piangere. Questi giorni passati il Passà è stato in Antivari et in Dolcigno, dove ha pigliato squasi un milion di scudi, ha sbagliato tutti gl’Aghi delli Loro danari. (Ibid. f. 6.). I691, luglio 19. — Deposizione dei Piperi e i Bielopaulichi. Fatti venire Voivoda Rade Illisich da Bielopàulichi et Voivoda Giurela Prentaleori da Piperi, Capi principali delli loro Comuni, capitati qui con altri Capi e loro Genti in numero settanta quatttro, per humiliarsi all’Illustrissimo et Eccellentissimo Signor Procurator Estraordinario et eccitati a ra-presentare come fosse seguito il fatto d’Armi tra essi e l’Essercito di Soliman Passà, esposero quanto segue: Sarà supponiamo noto all’ Ecc.m0 Signor Prov.re Nost'ro Padrone la divotione che sempre habbiamo professato alla Rep.ca Ser.ma, quando anco per nostra disaventura erimo sudditi del Gran Signore. Mentre nella ultimamente passata guerra habbiamo molte volte danneggiato li Turchi e quando Varghiaz Passà è Alì Passà Conglaisch vennero all’ attacco di Cattaro, ne udì, ne alcuno de Monti, non ostante molte offerte, eh’ esso Varghiaz Passà si faceva, vollessimo unirsi al suo esercito ma totalmente gli negassimo la hubbidienza, per il che l’Ecc.“0 Pr.re Gen.le di quel tempo Bernardo con Publica permissione fece l’assignamento a 18 Capi de nostri monti in ragion di quattro Reali al mese per cadauno, tra quali venivano compresi alcuni de nostri come da carta eh’ esibiremo si potrà vedere. Tale assignamento habbiamo goduto per molti anni, e da pochi anni in qua senza nostro demerito non vediamo la continuazione dove ehe speravimo più larghe dimostranze dalla Publica generosa mano. Doppo 1’ aquisto di Castel Nuovo si siamo rassegnati sudditi volontari di S.a S.tà ne da quel tempo habbiamo fatto operatione alcuna che oscurar potesse la nostra fedeltà, anzi con continue infestationi pratticate nel Paese Turchesco con rampa e rapir Carovane che da Podgorizza, e Scutari, con provigioni da Guerra e da bocca tentavano passare verso Bielopoglie e Bossina, altre hostilità citate specialmente contro li Turchi di Podogoriza, habbia maggiormente autenticata la nostra immaculata fedeltà di quanto habbiamo premesso è credibile che l’Ecc.mo Proc.re habbi havuto l’informatione da suoi Ecc.mi Precessori, ma quando diversamente fosse se ne può accertare dalle genti di tutto questo Paese a Lui soggetto, e particolarmente dal Signor Kav. Bolizza, che sempre con lettere, ed a voce ancora ci ha eccitati a danneggiare il Comun Inimico. In questi ultimi giorni, che Suliman Passà havendo unito numeroso Esercito per portarsi a Cettigne esprimeva tener ordine dal suo Gran Signore di riddurlo in suo potere, speditili per tale effetto due Capigi, li quali erano continuamente seco affine di obligar il Montenero tutto a rittornar sotto il Primo Padrone, ma perchè dubitava lasciar dietro le spalle li Popoli de Monti d’ Albania specialmente li nostri due Comuni, praticò persuasioni, e larghe offerte per riddurli al suo Partito, non restando di dire che per persuader li Capi Principali col mezzo del Turco Par-macovich Capitani© di Podgorizza, offerse a me Rade Illisch per la mia persona sola cento cechini, il che attesto sopra l’Anima mia e con giuramento e se bene quasi la maggior parte delle nostre genti, non già per mancanza di fedeltà dovuta al Prencipe, ma per non soggiacer a schiavitù e devastationi, per partito di necessità inclinavano di piegare alle sue richieste.