3ó MONTENEGRO di star uniti a Cuzzi, e costanti nella devotione al nome riverito di VV. EE. ; Assicurati insieme, che a tempo proprio non sarà 1’ Ecc.m0 Senato per abbandonarli, colle mosse che derivano. E perchè non furono VV. EE. raffigurarsi il gran danno che rissentono particolarmente li Cuzzi, nell’ inte-rutione del traffico, massime con Scuttari, ridotti per ciò a pascersi di sole Herbe, e Laticinij, come osserveranno dall’ inserte, che supplico siano lette, e in una totale mancanza de sali, ho creduto proprio fargliene avanzar a Niksichi cento stara, acciò si portino essi a riceverlo, ne ommetto qualunque applicatione per veder di aprirle quella strada, che oltre il levarle il pretesto di tal deficienza, che sola potrebbe farli vacilare nella fede che professano, e rissolversi di nuovamente as-sogettarsi al partito de Turchi, riuscirebbe di gran vantaggio al publico Erario, per il molto spazzo si farebbe di detti sali, com’ ho altre volte accennato. —- Il Vescovo di Cettigne coi popoli suddetti di Monte nero dimostrano una gran premura, che il K.r Gio. Antonio Bolizza resti al Governo loro, come raccoglierano dalla lettera de medesimi. Lo reputo servitio di VV. EE. il concederglielo, sperando nell’ habilità di esso il sostentamento del publico maggior servitio, sendosi in quest’ incontro regolato con molta prudenza e corragio. Io mi vado contento nel resto colla norma delle publiche commissioni, per tener costanti questi popoli, e ben affetti al servitio di VV. EE. ; ma finalmente vedendosi abbandonati, ne apertagli la strada alla comunicatione, per potersi proveder dell’ alimento, converrano in quest' invernata, alla più lunga, cedere alla forza, e tuor legge da Turchi. Gerolamo Corner (Provveditore Generale in Dalmazia, f. 120.) 1688, luglio 15. — Il Senato al Provveditore Generale. Con la serie di molti successi tutti prosperamente seguiti in avantaggio dell' Armi nostre et a depressione degl’ Infedeli ci giungono le nostre lettere de 3 del corrente dalle Acque di Zara sino al n.° 4, le quali ben dimostrano che quanto è maggiore lo sforzo dell'inimico e li concerti tra li Comandanti Turchi a tutte le parti del confine contro li Popoli de Monti, Cuzzi, Montenegrini e Niksichi cogl’altri tutti che andate descrivendo e quante sono l’Arti loro di blandirli ed attirarli a sè nuovamente per ogni mezzo; tanto più spicca la nostra savia e singoiar direttione con cui sono tenuti costanti et accapezzati non solo ma che si'rendono sempre più insanguinati con Turchi. Onde se ne ritragono fatti così esentiali a disfaccimento di tutte le collette de corpi considerabili di Militia nemica con la quale è stato tentato di aggredirli. Come però si è provata da noi par-ticolar sodisfattione e contento di tutto quello ci sete andato rappresentando di tali eventi e di vederli corrisposti con la stessa buona fortuna ad ogni parte come viene similmente comprobato da recenti notitie del Proveditor General della Cavaleria Zen, la parte di Zava, e come voi medesimo rilevate a quella di Narenta, e Forte Opus. Così tutto s’attribuisce agl’ordini perfettamente distributi dall’ aveduta vostra vigilanza nell’ andar così ben prevenendo e contribuendo al sostenimento del credito e riputatione dell’Armi a confusione de Nemici stessi et a rendere vano qualunque loro disegno. Rilevandosi tutto però a maggior vostro merito, vi assicuriamo con ciò del publico pienissimo gradimento della comendatione che ve ne viene retribuita. Le parti che prende continuamente il Vescovo di Cettine in tali occorrenze si concambiano pure col gradimento proprio come l’opera non meno del Cavalier Gio: Antonio Bolizza spedito da noi a Cettine, resosi così accetto a quei Popoli che quelli di Montenero lo desideravano a loro Governo. Per acconsentirglielo come voi lo giudicate bene concorremo noi a tutto quello credesse meglio la vostra prudenza dandovi facoltà di mandarvelo secondo, vi paresse opportuno. Riesce sopratutto con ben distinto gradimento il servizio del N. H. S. Francesco Grimani vostro nipote che prestandolo volontario accorre in tutti gl incontri alle fatiche, agl’ azardi non risparmiando se stesso a qualunque prova di zelo e di coraggio avendolo con sua comendatione palesato in questa occasione con