114 MONTENEGRO 1697, ottobre 7. Medua a Crnia — Arsenio Patriarca di Ipech al Provveditore Straordinario. All’ lll.mo et Ecc.mo S. Alvise Marcello dal Rev.mo Monsignor Patriarca Arsenio di Pech. All’ Ill.mo et Ecc.m0 et honoratissimo signore et Padrone Alvise Marcello Sopraprovveditore di Cattare, Albania, Castel Novo, la Ercegovina molto caro io affettuoso saluto. Ho ricevuto la vostra honoratissima lettera che mi havete mandato col mezzo del nostro Iehsan Teodosio, et intesi per la Vostra salute et bona fortuna e prego Iddio Signore giorno e notte acciò si vedi anco con gl’ ochi. Adesso spedisco lettere in Ercegovina a tutti li Monti et a Montenero, come pure a Primorie, nelle qual lettere contiene ogni bona opperazione e quel che sarà meglio per la fedeltà del Ser.ra0 Principe a servitio di V. E. Noi sapiamo la natura di co-testo Paese ; ma V. E. è molto prudente onde lo saprete conservare con nobil forme e con vostro perfetto giudizio che Dio vi ha concesso. Intendo eh’ Iddio Signore quest’anno vi ha dato bona fortuna, niente di meno preghiamo di anco per l’avenire vi conceda simil fortune, et più miglior ancora. Se dimandate per queste parti lode a Dio a questa parte si sta bene. Li Turchi comparsero sotto Varadin e poi ritornarono rotti e vergognosi, e 1’ essercito Imperiale le rimase sotto la detta Piazza sano a quieto. La pace di Cristo e di Dio resti con voi, e con altri della vostra Casa, Amen. Patriarca Arsenio (L. S.). (Ibid.). 1699, febbraio 11. Zara. — Il Provveditore Generale al Senato. Li Popoli di Niksichi bramano di humiliarsi col mezo de loro comessi à piedi di Vostra Serenità e sarebbe forse conferente ai Publici interessi l’esaudirli con la permissione, mentre una benigna accoglienza con qualche testimonio di quella generosità, che dalla munificenza dell’ Ecc.mo Senato suole verso simili persone esercitarsi, valer potrebbe a maggiormente radicar negli animi di quei nuovi sudditi la costanza del già dedicato vassallagio, e farli perseverare nella fede, e dlvotione proffessata al Publico nome, mà non sapendo io quanto grata nelle presenti cong.re riuscir possa a Vostre Ecc.ze la loro comparsa, non ho voluto accordarli la partenza senza il loro venerato assenso, à qual fine mi estendo al presente riverentissimo tocco per attendere et obbedire qualunque prescrittone che venisse ingionta. Alvise Mocenigo. (Senato III, Secreta, Dalmazia f. 130). 1699, febbraio 16. Zara — Il Provveditore Generale al Senato. Continuerà il mio fervido zelo nell’attentioni sempre contribuite di blandire, e coltivar le genti delle nuove popolationi, e tutti li sudditi con la soavità del Governo, e con massime vale- ' voli à farli sempre più comprendere la Pubblica predilettione et imprimer ne loro cuori la più costante Fede, e divotione al Publico riverito nome ; e per andar confermando in uguali sentimenti di veneratione anche li Popoli del Montenegro, conoscendo perfettamente addattata à promoverne l’effetto l’attitudine, la desterità et il molto credito tra quelle genti del Cond.to K.r Giovanni Antonio Bolizza, lo spedisco da quella parte con sicurezza di essigere dall’ aplicationi sue zelanti, quell’ ottimo servitio, che ne’ maneggi di grave importanza ha sempre contribuito la sua Casa distintamente benemerita. Alvise Mocenigo. (Ibid.).