66 MONTENEGRO 1690. luglio 12. Cattare II Provveditore straordinario al Senato. Versano le mie più fisse attenzioni con moto indefesso ove più della publica Sovrana mente in queste parti si palesano le premure, et ove dalla saggia maturità dell' Ecc.mo Sig.r Prov.r General Molino ricevo continuate le prescrittioni. Con tal mira maneggiati col mezzo de’ confidenti e special-mente di Cap.n Christoforo Smaevich da Perasto gl’ animi de Cnristiani di Trebigne; quelli che nel-f ultima incursione di Gliubomir, s’erano ritirati più a dentro nel paese Nemico, et altri de luochi circonvicini, mi sortì con contento rillevar l’intentione de molti, quali desideravano ricoverarsi nel Stato di Vostra Serenità e rassignarsi in Vassalli ; ne altro mostravano contrastarle l’esecutione, che il solo timore de’ Turchi, e però implorano l’assistenza delle publiche Armi. Praticatesi da me le necessarie circospettioni, rissolsi con un valido Corpo di gente colletitia coadiuvar il desiderio di questi Popoli, e comminciai una vigorosa raccolta ; e perche non si penetrasse così facilmente dall' Inimico, se servisse di diffesa la preavertenza, commisi al Gov.r di Grahovo Nicolò Rizzo, che con un corpo di circa quatrocento di quei Paesani scorresse à danni de grossi villaggi di Dabar, e Vratniza situati trà Gazco, e Trebigne, perche desertandosi il Paese, come si fecce in Glinbomir, s’accrescesse l’angustia a Trebigne stesso, e si credesse, che nella recente incursione si fermassero le mosse di queste Parti. Essequì il Rizzo la commissione con pontualità, e fortuna ; scorse, et incendiò quei luochi, e fecce un ricco bottino di trecento e più animali grossi e minuti, con dodeci Cavalli, che caricò di rame, et altro, estinti, e ferriti diversi Turchi, e respinti gl’altri, che da Trebigne, e Gazco erano accorsi in soccorso. In tanto conoscendo quanto sian profficue le diversioni, ordinai al Kav.r Gio. Antonio Bolizza, che con una Compagnia de’ Paesani pagati da Grahovo, si portasse a Niksichi, ove valendosi della buona dispositione, da me continuamente coltivata di quei popoli, praticasse una poderosa unione, e si lasciasse vedere a Rauno sopra Gazco per obligare il Passà à fermarsi in quelle parti, e lasciar a me libere l’operationi ne’ luochi inferiori; essendo stati appunto con una partita poco avanti da Paesani sloggiati sessanta Panduri Turchi di quelle vicinanze colla morte di cinque Turchi, schiavitù di quindeci, e presa di due bandiere. Con un Corpo poi di mille ottocento Paesani in circa con quel puoco di militia pagata, che s’è potuta ievare per mia scorta, da questi ristretti Pressidij, e con la Compagnia di Cavalleria, mi son transferito a Grahovo, ove fatto un staccamento di trecento cinquanta huomeni del Paese, commandai, che col sud.0 Cap.n0 Christoforo s’avanzasse à Trebigne per la parte superiore di Gliubomir, et andasse riccevendo le famiglie di quei contorni ; mentre io incaminatomi a Subci fecci marchiare quatrocento Huomini pur verso Trebigne, per la stradda che conduce a quel Ponte, e prosseguendo per la via della Campagna m’instraddai nella Pianura, perche circondato da più parti in un tempo stesso l’Inimico si confondesse nella diffesa. Pervenuto colà con tal ordine la matina di 5 corr. fecci, che da nostri fosse assalito il Ponte, guardato da una Pandurizza, da una forte Casa, e Torre, e da ben'intese Trinciere, che impedivano il guado della fiumera, e eh' altre volte furono dall" Armi publiche inutilmente tentate : Valse molto, mediante la Divina assistenza, ch'havevo implorato con l’espeditione del Venerabile prima di partire da questa Città, la mia presenza, a svegliar coraggio e generosa gara ne’ nostri ; Da questi investiti cinquecento Turchi ch’ardirono opporsi, furono respinti con la perdita di sette, tra’ quali il Capita-nio, eh’ è la seconda persona doppo il Begh ; e quatordici ferriti, non rissentendo all’ incontro altro danno, che la morte d’un solo Christiano, e sette debolmente feriti ; così superato bravamente il passo del Ponte, e trapassati di là dall’acqua costrinsero gl’inimici a rinserarsi entro le Torri per tutto il tempo del Combattimento, che durò otto hore; così restò libero il passo d’essequir il concerto, e di venire con le loro famiglie, e sostanze alli habitanti Christiani delle cinque Ville di Nec-viach, Goriza, Podglivie, Rupiela, e Sassad, e di ridursi nella Pianura di Subci, ove da me li fu