ANNO - MDCXC. 69 Mi valsi in questa Marchia del Coll." Zorzi Marolli, che comincia sollevato dagl’incomodi della passata ferita, a riassumer le fatiche della Campagna; al quale appoggiai con mia sotisfa-cione la Direttione della militia pagata; e volsi pur meco il Sopraintendente Pietro Perini, che so-praintendendo a tutto il Corpo delle genti si conciliò appresso di me la stima magg.r nell’osser-vatione d’una prudente condota, con prova di valor, e coraggio. Piero Duodo. (Provveditore Estraordinario a Cattaro f. 5). 1690, luglio 19. Catturo — Il Provveditore Straordinario al Senato. Protegge il Cielo la publica causa, e milita il S. Dio per la S.tà V.a Ha prestato in una delle più ardue congionture. che nella corr..te Guerra si fosse a questi confini accordata la sua Divina Assistenza, e dalla di lui onnipotente mano, miro felicitato l’ingresso della mia carica con un fausto accidente, ch’assicura tutt’hora al Publico Dominio il possesso del Montenegro; la fedeltà de Popoli de Monti dell’ Albania, col riacquisto delli due Communi Cernizza, e della Fiumara ; battuto^ l’innimico con perdita tanto sensibile, che l’ho obbligato ad una, frettolosa, non men che ad una vergognosa ritirata. Negl’estremi fra quali agonizzano queste Parti per l’impossibilità d’ammassare due Corpi validi ad opporsi al vigore delli due Passà di Harzegovina, e d’Albania, come humilmente rappresentai nei miei rassegnatissimi Dispacci N. 4 e 5, che baldanzosi minacciavano Grahovo e Cet-tigne, confidai, nella sola assistenza di S. R. M. è haverebbe secondato li stratagemi, e l’appa-renze sopra quali versò il mio poco spirito, nella certezza massime di non poter sperare soccorsi dall’Ecc.mo Sig. Prov.r Gen.e degnatosi farmi apparire la penuria, in cui versa di miHtie. Ristretti li pressidj di queste Piazze à segno di non poter estrhaere che, cinquanta soldati incirca, della Compagnia di mia guardia rimasto appena un numero per armare di Posto fisso; sproveduta la cavalleria d’Armi, di poca esperienza gli officiali, colletitia la Gente, salvo che dalla Compagnia di Solimane; difficile l’unione de Distretuali per gl'iminenti raccolti, e conosciuto quanto importar potesse la mossa della mia Persona, raccolsi sotto li 6, corr.te quanto potei, lasciati quei di Risano per la diffesa di Grahovo, e mi ridussi alli 8 à Budua, da dove potevo con più sicurezza spedir a Cettigne i soccorsi. Fui avvertito che Soliman faceva ogni sforzo, doppo alloggiato in Liesco-poglie, per riddurre, prima d’inoltrarsi a Cettigne, li Piperi, Cuzzi, Clementi, Bielopaulichi, et altri Popoli de Monti d’Albania alla propria divotione, per non lasciarsi alle spalle gl’ inimici ; giudicati tali da passati accidenti non solo, che dalle lettere circolari da me fatte correre, in quali appaiono gl’ appuntamenti d’assalirlo, essi alla schena, io con il grosso alla fronte, co li Montenegrini al fianco, e con preavertito studio giungere in mano allo stesso, aplicai a divertirli, usate le più soavi maniere, e gl’ allettamenti più proprij, col riflesso d’impiegare al nemico (come sortì) a contrastare con quei Popoli prima d’avanzarsi al disegnato Posto, dove una volta giunto, e impossessatosene, veniva a segregarli dalla nostra comunicatione, senza la qual era inevitabile la necessità, eh’ à Lui si rendessero ; per tenire l’Armi lontane quanto più potessi dalle viscere del Confine ; stornarlo insensibilmente ; darmi campo d’oprare ; e perchè infine compresi, eh’ unendosi a lui ancor questi, erano infallibili i Publici discapiti : ma mentre si maneggiavano tali importantissimi trattati, mi mi giunge lettera dell’ Ill.mo Sig. Prov.re di Castel Novo in cui m’avvisa eh’ il Passà Soliman d’Har-cegovina era prosssimo per aggredire Zarine, non disciolti i sospetti di Grahovo ; posti ambi della consideration ben nota alla Pubi.03 Sapienza : Vedutomi chiamato a questa Parte ancora, confesso all’ EE. VV., che il mio animo non sapeva, ove rivogliersi. Di Zarine veramente molto dubitai, non solo per la debolezza del sito, che per considerarlo esposto all’ insidia de Ragusei, quali potevano occultamente esthraere sopra lo stesso le forze di quel Passà, e di Grahovo niente minor era la tema per li dubbi già accennati de Niksichi ; per il che conobbi caso di necessità, rispedire le