XIV MONTENEGRO fini della Repubblica Veneta o presso il territorio dei Turchi, soffrivano da parte dell’ incessante oppressore angherìe, soprusi, razzìe e ogni specie di barbarica violenza. In Grahovo si svilupparono quelle tempre bellicose che, poi, si sparsero per tutto il Montenegro, rafforzando quelle energie che già, in parte, vi si erano manifestate. I documenti che seguano fanno risaltare nuovi fatti, che, sebbene non connessi fra loro, pure, perchè provengono da fonte ufficiale sono da ritenersi sicuri, e ben più che la narrazione di alcuni storici moderni, ci danno la fisonomia esatta delle condizioni del Montenegro nel periodo sopraccitato. Di grande interesse è la lettera di Vissarione, Vescovo di Cettigne, in data io Dicembre 1687 e diretta al Provveditore Generale in Dalmazia, con la quale egli gli comunica come i Cutchi con quelli di Berda sconfissero il Pascià d’Albania e passarono a fil di spada il suo esercito « e fecero una bravura che mai in queste parti non s’ è fatto simile dalli Cristiani contro li Turchi » : aggiunge che, essendosi il Pascià messo in gran timore della venuta delle truppe venete, l’esercito e l’armata veneziana potevano entrare in Albania poiché — egli scrive — « noi ancora veniremo con due mille Montenegrini al servitio di V. E. e con il stendardo della Santa Fede che è con la Santa Croce saremo alla testa delli medemi. » A dimostrare la fiducia nei veneziani riposta da quei popoli, i quali vedevano aprirsi nuovi orizzonti per la loro nazione, si legga la lettera indirizzata dal Voivoda Vucassin e dai Conti di Niksich al Provveditore Generale, il 19 Dicembre 1687. Il Voivoda e i Conti ringraziano il rappresentante della Repubblica dell’ajuto loro accordato, aggiungendo : « Mandate .... 1’ Esercito, che scacciamo questi Lupi che procurano inghiottirci, e noi Niksichi con mille nostri humil-mente faremo vedere a V. E. la vera servitù e il valore .... ci confidiamo che ancora per questo poco tempo ci aiutarete come humil-mente lo supplichiamo perchè vivi la serviremo e morti non potremo ».