ANNO - MDCLXXXVIU. 27 quecento n’ hanno tagliato a pezzi ; oltre i molti fugativi feriti. Veduto Soliman l’eccidio infelice de suoi, ne potendo rimetter quelli si sbandavano, voltò anch’ egli le spalle ; salvatosi con pochi in Podgorizza. Così rimasero in poter de Vincitori, con loro lieve danno, le spoglie de’ Vinti, Padiglioni, Timpani, Naccari, gran quantità d’Armi, molte Bandiere, e Bagaglio. Si numerano tra morti, molti principali titolati; Sangiachi, Aghè, Chiehaià, Aznadari, e Capizi, de luochi di Podgorizza, Scutari, Antivari, Ducagini, Elbassan et Ohsida. Festanti dunque quei Popoli per una Vittoria tanto segnalata, sono comparsi la maggior parte di quei Capi, a parteciparmi il felice successo ; a rassegnarmi diverse Insegne Nemiche, ad offrirmi, in autenticatione della propria fedeltà l’occupata Fortezza, sospirando vederla sotto i vessilli di San Marco. Supplicano assistenze. Insistono che si muovino le publiche Armi verso l’Albania ; protestando impossibile il sostenersi, senza l’addito al Comercio, e l’apertura di strada facile al trasporto de' necessarii sovegni. Che senza la publica vigorosa assistenza irreparabile sii la loro perdita; Essendosi da Soliman spedito al Beilerbei di Rumelia, per ottener rinforzi de Turchi, ad’oggetto di rinovar gl’attentati per opprimerli. Aggiungono a ciò, l’istanze di paghe ch’avanzano; di riconoscimento per la presente attione, come si degneranno intendere dell’ unito Costituto, e sua lettera. Li ho accolti con tutte le rimostranze di cortesia ; lodati dell’ operatione ; assicurati] della publica predilettone, e aggradimento. In contrassegno del quale solenizata in loro presenza la Vittoria coi dovuti rendimenti di gratie al Signor Iddio, ne hanno dimostrato una somma contentezza. Procurerò contenermi nel restante in modo, che rimanghino entro il possibile contenti, e d’informarmi alle riverite intentioni di Vostre Eccellenze, et alle commissioni da esse più volte impartitemi. Consolato intanto il mio Animo, che l’opportuna intrapresa del mio incaminamento a questa parte, e la dispositione degl’ ordini proprij, dall’ Illustrissimo Signor Proveditor Estraordinario di Cattaro Calbo pontualmente adempiti, coll’ espedition solecita de soccorsi, e dal Cavalier Bolizza, col tenermi diligentemente raguagliato delle cose, e assicurati quei Popoli della mia venuta, e del-f assistenze, habbino molto contribuito in un operatione si grande, e rimarcabile, per se stessa, e per le conseguenze. Non è certamente successo nella presente Guerra fatto più sanguinoso di questo, ne di maggior importanza. Perchè da quanto degnerano raccogliere da ciò mi fu partecipato da quest’Illustrissimo Signor Proveditor Donà, e da Constituto di messo ritornato d’Adrianopoli, rileve-rano i machinati dissegni de Nemici. Tendevano questi, per la parte di Albania, alla distruttone totale dei Cuzzi, Piperi et altri, e per quella d’Harzegovina, alla soggetione de Niksichi, Drobgnazzi, ed altri; con che, unendosi le forze dei due Bassà, havevano rivolto le massime, e stabilita la rissolutione di distrugger, non solamente Grahovo, e devastar il Territorio fertile, e popolato di Piazza; Ma d’intentar anche qualche passo contro la Fortezza stessa; come con fini, e diretion uniforme doveva il Bassà di Bossina soccorrer Knin, et incomodar i Morlacchi ; Devo però confidar a quella parte pure, qualche stimabile vantaggio, a sconcerto maggiore de Nemici, essendone stato opportunamente avvertito il Signor Provveditor General incaricato alla necessaria attentione, et a procurar d’approffittarsi, secondo le congiunture. Quanto rilevi la felicità del successo; quanto importi l’aver dipendenti questi Popoli, miniera abbondante in ogni tempo de valorosi soldati, alienatisi da Turchi colla confidenza nella pubblica benign’assistenza ; mossi da me in essecutione de più riveriti incarichi di Vostra Serenità, e di quelli espressi particolarmente in Ducali di 13 Decembre passato, ben lo comprende la matura prudenza dell’ Eccellentìssimo Senato, al quale tutto rappresento, con la solita mia sincera purità. Girolamo Corner Proveditor. (Ibid.).