70 MONTENEGRO Genti del Contado di Castelnovo con il loro Generale Burovich, acciò ancora potessero alla diffesa, per cui pur esiste nell’ Acque di Ragusa il ten. Co : Salamonich con la propria Galeotta, antici-patto già da me ne’ primi giorni del mio arrivo l’espeditione d’abbondanti proviggioni da viver e da Guerra, ma perchè considerai, che tutto ciò era debole contraposto per sostenere l’impeto vigoroso di sopra 3000 Homini, uniti dal medemo Passà, credei unico ripiego, farsi che il General Marco Sartori di Grahovo raccogliesse tutti quei Paisani, e quelli di Risano per scorrere in vicinanza di Clobuch, impostoli però la circonspettione non solo per la propria sicurezza, chè stante le gelosie di contaggio in questa Fortezza correnti; impartita nell’istesso tempo commissione al Burovich, perchè seguendo l’attacco di Grahovo, scorresse con la sua Gente verso Trebigne, conosciuto, da una parte è dall’altra sarebbe fruttuosamente stato incomodato ne suoi disegni, e sollevata quella, è havesse soggiacciuta all’aggressione. Disposte in tal forma le cose, non potuto nel stato, in cui mi ritrovavo, pur d’ avvantaggio, mi turbava solo veder gl’ odij, che passavano fra li Popoli di Zagliuta soprastanti a Risano, e quelli di Grahovo per li danni gl’ uni e gl’ altri fattisi, e che nelle turbolenze presenti del Confine potevano partorire qualche molesta insorgenza, aplicai a riconciliarli, e m’è sortito di rid-durli, à buon termine, molto coadiuvata in ciò l’opera del Cap.n0 Cristoforo Smaevich, e del Generale Sartori sud.t0 Continuai nel mentre li maneggi co’ Popoli de monti d’ Albania, li quali mi fecero rappresentare che dimostrandosi del partito di V. S.tà venivano soggiacere alla perdita del loro alimento nella divastatione della Campagna minacciatali dal Passà, se con lui non concorrevano ; ponermi perciò sotto 1’ occhio la necessità d’ assentarsi, quando non li accertassi del risarcimento. Compresi vivam.te dalle chiare proteste le loro vive ragioni, ne seppi condannarli di pòco ascritti al Publico Nome, poiché si trattava di vederli ridotti in miseria, e credei non poter errare nel conoscere il Publico vantaggio, mantenendoli a costo d’ ogni promessa, dimostrato 1’ esperienza nei successi passati, quanto vaglia il loro valore. Le fecci perciò sollecitamente intendere che la Publica Pietà non li sarebbe mai mancata nei ricercati sostegni di Biade, in altri tempi seco loro pratticato, oltre che ben sapevano, con quale generosità siano state premiate le loro passate attioni. Aggiunsi a ciò tutti quei stimoli, che mi figurai potessero far impressione in quegl’ animi, che se ben rozzi sentono però sentimento d’ honore, eccitandoli ad insanguinarsi nuovamente a Nemici; a sostenere il concetto, e la gloria, et il merito contratto con la Ser.ma Rep.ca in tanti cimenti, pront’ io, come vedevano, a sostenerli ; così che impressi di questi assicurati colla fede datali di quelli, s’impegnarono di combattere 1' essecrato del Passà. Ridotti a questo passo con quello studio che 1’ EE. VV. possono imaginarsi, pensai ad unirvi un Corpo de Montenegrini per render più vigorose le loro forze, ma incontrai tanto difficile quest’ unione, quanto che mai più pratticata, correndo fra queste due Nationi un’ antipatico genio, e quasi un’ aperta inimicità. Nelle difficoltà non perdei le speranze di superare la mia intentione, e preso subito per mano 1’ affare, doppo duro contrasto, hebbi finalmente l’esito di stabilirsi per la prima volta unanimi all’ offesa de nemici. Concordato così considerabile punto, con quell’ ap-plicatione, e sollecitudine, che ricercava la premura, stimai ottimo partito, prevenire il Passà nella mossa a Cettigne, tutto che nella picciola Consulta fatta con il Sopraintendente Perini, e qualche altro soggetto, fossi dissuaso cimentare con numero (posso dire con giusta verità) insensibile la carica, e la Persona, ma apresso ogni riguardo dal desiderio di dimostrare il zelo, con cui ho intrapreso 1’ honore di servire l’augusta Patria, chiamai li Maini, Pobori, e Pastrovicchi. Lasciati, sino che mi fermai nella Campagna di Budua, stante la vicinanza, alte loro Case, per minorare alla Publica Cassa gl’ aggravij, e m’instradai per le coste de monti a Cettigne. ove giunsi il giorno dì, 10, stante; Accampato ivi, et assicurata la fronte da due Bonitti, che feci subito eriggere, la schena dal monte; fiancheggiato il monastero; spedij ad occupare tutte le tenute anco lontane, per levare al nemico ogni speranza di sorprendere, e questo e mio Campo ; poscia commandai al