150 MONTENEGRO 1725, maggio 2. Celtinje — Danilo Vescovo di Cettinje al Provveditore Straordinario. Havemo ricevuto la vostra Illustrissima lettera, et inteso ciò, che scrivete, e commandate. Vostra Eccellenza sapete bene, cosa siano le parti de Vescovi, e de Sacerdoti, e non è di bisogno perciò molto spesso scrivete, et io sono vecchio, e un poco sono pregiudicato negli occhi, non vedo nè men scrivere, ma havete conosciuto nelle prime mie lettere, come vi prometto in ogni amore della maggior premura di servire, e questo pocco sangue di non risparmiare per un congruo amore, eh’ è senza peccato, e rossore dell’ anima, e del corpo ; così anco ad esso confermo, ma vedo, che tal premura hora non vi sia, ma temo, che presto s’avvicini o a tutto questo Confine, o solamente a questo Popolo; e per i soldati non sappiamo che dire, perchè tali non sono le nostre parti ; in tanto havemo parlato, e scritto, e ammaestrato ogni Conte, e Prete, e Calogero, e così parimente ogni Christiano, se vedessi a fuggire qualche soldato, che non gli permettono andar in Turchia, ma che lo incammino verso Italia, overo verso Dalmatia ; e così molti buoni, e d’Anima huomini hanno fatto, e li cattivi fanno ciò, che gli piace sino che anco essi il male sopragiunga, ma questo è un grandissimo portento, come ogni giorno li soldati fuggono, non sappiamo, ò dalla fame, o dal cattivo giudicio, perciò bisogna pensare chi maggiormente di ciò sia la cagione, acciò sia sopra d’Esso il peccato, et il rossore, e non sopra questo Confine, perchè poi non è lontano il Confine Ottomano, bisogna al Confine bene i soldati alimentare e pagare. Danilo Vescovo di Cettigne (Ibid.). per la Dio grafia Metropolita di Schenderia. 1725, maggio 6. Cattato — Il Provveditore Straordinario al Senato. Corre voce da qualche giorno in questa Provincia, che habbia havuto commissione il Passà di Bossina di muoversi con un poderoso Essercito à danni del Montenero, e tale disseminatione, che pur si è diffusa per tutto il contorno, ha destato in esse Popolationi il più fiero timore, che possa esprimersi. Internatomi dunque per rilevare il principio, et il fondamento di tal sospetto, ho potuto raccogliere da qualche mio confidente, e dal Sopraintendente Kavalier Bucchia in particolare, che in fatti quel Comandante venga di esser sollecitato dalla Porta a dover trasferirsi munito di forze sufficienti nella Superiore Albania, per castigare il famoso ribelle, autore delle da me diffusamente rappresentate rivolutioni di Gadrina. Vogliono però alcuni che al suo regresso possa stessamente rivolgersi con una forte irrutione nel medesimo Montenero, e che habbino a congiungersi seco per tali imprese altri cinque Pascià inferiori, tra i quali il tremendo Osman di Trebigne; il che se mai potesse verificarsi ho forse mottivo di dubitare, che le ancor ambigue Popolationi di Pobori, Mahini e Braichi e finalmente ancor Zuppa, al primo Campo delle Sciable Ottomane offerendo Voti e Tributi possino volontarie restituirsi al primiero giogo. (Ibid.). Vincenzo Loredan. 1725, maggio.-- Ibrahitn Capit(in di Trebigne a Vucadin del Montenegro. Da me Ibrahim Capitanio di Trebigne al Voivoda, o sia Capitanio Vucadin, e a tutto lo Sboro del Montenero molto bello saluto, e doppo: Come mi venne la lettera, et il vostro Prete, e viddi il tutto che scrivete acciò vi pacifichi il Signor Passà con tutta l’Ercegovina, e haveva tutta l’Ercegovina concertato, e lettere scritto perchè vadi sopra di Voi a lamentargli alla . Felice Gransignoria, et havevano ordinato Huomini da cinque Città, cinque huomini, che sopra di Voi si lamentavanno ; poscia come venne il Prete e la vostra Lettera, all’ hora io riflettei sull’ Anima, e così le Lettere pigliai a me, e gl’ huomini fermai appresso di me sino all’ altra settimana, se sino all’altra settimana sarete venuti a Trebigne dal Passà, esso il tutto bellamente pacificherà