108 MONTÈNEGRO facile, che seguitino la fortuna del più potente. Può ben sperarsi, che, se retrocedesse la sorte degl’ Ottomani, s’ assoggetterebbero più tosto al Dominio Serenissimo eh’ à quello di Cesare, prevals’ in loro giustamente 1’ opinione, che niun Prencipe superi la República nella dolcezza, e prediletione verso li sudditi. Per rendere 1’ obbedienza dovuta à gl’ incarichi ingiontimi in Ducali, 16, gennaro 1692, ho voluto rilevare, se meglio complisse il restauro del Monastero di Cettigne, o pure 1’ occupatione del posto di Soccoli. Tengo informationi, che questo sarebbe più addattato all’ urgenza, situato in luoco di buona diffesa, construitto da fondamenti, provisto internamente di Cisterna, e poco distante dall’ acqua viva, e che sarebbe appunto la Chiave del Montenero. Ma la constitutione presente delle forze non mi fa credere opportuno l’impegno ne dell’ uno ne dell’ altro, stringendo pur troppo la gelosia di diffendere ciò, che si possiede, e però doversi riservare la Nobiltà del pensiero a quelle migliori congionture, che piacesse al Signor Iddio d’aprir à gl’acquisti, et alle glorie della Patria. Sopra la reintrodutione della scala del Montenero in Cattaro mi sono insorte quasi tutte le stesse obietioni incontrate co Niksichi. Con li stessi temperamenti restano anco conciliate, come dimostra 1’ accordato concluso in scrittura, 8, corr. eh’ in copia sarà obligata. Per concretare l’effetto del stabilito concorso crederei per mia oppinione riverentissima, che, sendosi in Cattaro Lazaretti capaci, e buoni, si potessero, come anco prima si pratticava, admettere le Mercantie à gl’ espurghi alla riserva di tutte le più rigorose cautele, insegnando 1’ esperienza, che 1’ assoluta proibitione fa perdere il traffico, aliena i popoli, e si riducono a quelle scale ov’ hanno l’esito de’ loro effetti. Tali divieti hanno ridotto in esterminio l’arte del benefitio, che soministrava 1’ alimento a tante povere famiglie, costrete alcune per mancanza di tal lavoro a prostituire, per la necessità di vivere, l’honore, oltre eh’ ha tanta forza il bisogno, eh’ alcuni senza riffleter al rischio s’espongono ad occulte comprede, et introdutioni con pericolo d’incontrare con divieti quel male, che forse con li permessi espurghi ne Lazaretti si tenirebbe lontano. Daniel Dolfin. (Provveditore Generale in Duloigno, f. l'26). 1694, marzo 7. Cattavo — Il Provveditore Straordinario al Senato. Mi ridurrò hora a sottoponere all’ intendimento singolare dell’Eccellentissimo Senato la positura del Paese, e Confini, punto del più vivo rimarco. Instruitomi anco nel breve giro di questi giorni con’ indefessa applicatione, dirò consistere questo Paese nelle maggiori ristrettezze massime alla parte d’Albania, mentre questa Città attorniata per ogni lato dal Paese Inimico, godeva vantaggio con il Posto di Cettigne, perchè ivi era alli primi anni della Guerra dilatato, e formato il Confine, compresi tutti i villaggi, o Communi del Montenegro all’ obbedienza di questa Piazza, li quali unendosi con l’altre ville sopra Risano, e questo con li Popoli Niksichi, poteva confidarsi anco con mediocri forze la sorpresa di Podgorizza, e così si poteva render assicurata la Città, e di tal modo allontanare quell’insidie, che col commodo della presente vicinanza va in'ogni tempo tentando l’inimico; per lo che rimane il Confine ristretto negl’angusti termini di soli quattro miglia di distanza per la via del Montenegro, e però senza l’avantaggio di tanti villaggi prima soggetti, sentesi da già due mesi dato principio di male conseguenze da suddetti Niksichi, col trattato di riunirsi col Turco, segno aperto dell’alienazione loro da questa parte. Da qui nasce il sospetto, eh’ ad’ ogni lieve mossa dell’ Inimico il Posto di Grahovo non possa diffendersi senza un valido sforzo d’Armi in Campagna, e questo rendesi impossibile nel scarsissimo numero di milizie, che qui s’ha di presente. Da tale perdita succederebbe il pericolo pur di Risano, e d’indi l’occasione di frequenti torbidi non men a questa Parte, eh’ ha quella di Castel Novo, e sarebbe un’adito a gran tentativi Nemici, mentre il lungo Paese d’Herzegovina se ivi terminar dovesse, venendo subito a congiungersi col Montenegro, e Podgorizza, ed’indi con l’Albania, si considererebbe-questa Piazza tra le maggiori angustie. Per l’altra parte, ove termina il confine dell’Al-