tano nell’ora della solenne cerimonia fervidamente auguro che sulla bandiera che Venezia eroica e fiera offre al giovane ma glorioso Reggimento Marina aleggi sempre luminosa quella vittoria che nel nome fatidico di S. Marco raccoglierà, esalterà ed e-ternerà le nuove glorie d’Italia. E. F. ni Savoia ». Data lettura di questo telegramma, il Sindaco lesse sùbito il seguente discorso: « I\ella Basilica di S. Marco, l’arca, fedele custode delle tradizioni nelle vicende dei giorni felici e dei tristi, delle trepidazioni, delle speranze, delle vittorie, e alla storia della quale si lega la storia stessa di Venezia, fu or ora benedetta (¡uesta bau- Essa, che da tanti mesi segue con incrollabile fiducia e con fervida ammirazione le vicende che intorno a quel fiume, divenuto ormai un simbolo, si svolgono nella resistenza eroica contro un nemico troppo presto baldanzoso della vittoria, sa che il vessillo è affidato a degne mani e che nessuna minaccia ne offuscherà mai l’ancora intatto candore, sa che essa ritornerà, sia pure recando l’impronte di nuove audacie, orgoglioso di se stesso, lieto come i suoi colori, nei quali si rispecchiano, /ter così dire, le speranze, la fede, le virtù militari d’Italia. 0 giovani generosi, chiamati alla nobilissima impresa, Venezia è altèra di ospitarvi anche per brevissime ore in questa solenne occasione. Essa si affratella a voi nella promessa di un Giungono le Autorità diera per le mani ili un insigne Prelato, che sa, di icienza propria, gli ardimenti, gli eroismi, i sacrifici dei nostri soldati. Ed ora, in questa Piazza di S. Marco, che rammenta le gioconde feste veneziane, l'accorrere del popolo esultante a salutare le ritirici galere, e, più vicino a noi, Vaffollarsi dei cittadini, nell’epica riscossa del ’48, questa bandiera viene solennemente consegnata, per mezzo vostro, signor Comandante, al nuovo Reggimento Marina. Sui tre pili, ora difesi contro la barbarie nemica, sventolavano un giorno i vessilli di S. Marco: oggi quelli di un’Italia più grande nella fratellanza d’ogni sua terra. Il Comune offre in dono questo vessillo glo-i ioso al Reggimento Marina chiamato nella difesa del Piave. Il posto, a cui questi soldati sono destinati, illustra colla più efficace delle eloquenze l’atto di Venezia. Parla il Conte Filippo Grimani Sindaco di Venezia sollecito glorioso ritorno, che le campane di San Marco, come nell’armonia di mille e mille voci, saluteranno esultanti. I enezia è altera di offrirvi in dono questo ves siilo, che vi sarà testimonio, anche nei tempi futuri, sorrisi da una pace, non vilmente mercanteggiata, ma virilmente guadagnata e mantenuta, del suo amore /ter voi, degni figli d’Italia! Essa sa e comprende che se un velo di mestizia ne offusca in questo momento il limpido oriz zonte, è velo che si dissiperà come nebbia al sole, e che al sole sventolerà libero, non solo sulle antenne di S. Marco, ma in ogni parte d’Italia, il tricolore benedetto nell’ani plesso anche di nuovi fratelli, come Vapparizione di un faro, nel toccare il sacro lido di una Patria lungamente, dolorosamente attesa, ma compenso sovra ogni altro caro e magnifico. Signor Comandante! S. Marco sia auspicio alle fortune della Pa- — 204