TRENTOTTESIMA INCURSIONE AEREA NELLA NOTTE DEL 26-27 FEBBRAIO 1918. Venezia bombardata ininterrottamente per otto ore da cinquanta ( ?) velivoli austro-tedeschi, che gettano sulla città circa trecento bombe. — Il nemico compie il suo massimo e vandalico sfogo sulle Regina dell'Adriatico e perde due apparecchi. — Il bombardamento ha inizio alle ore 22 e termina alle ore 6. — San Marco protesse Venezia perchè vi fu un solo morto e due donne ferite. I danni alla Chiesa di S. Simeone Piccolo. Una colonna, divelta dall’esplosione, si abbatteva spezzandosi sulla gradinata e causando l’affondamento di undici condole Nel limpido cielo stellato occhieggia sorridente la luna che nella completa pienezza espande copiosamente i suoi raggi, avvolgendo la città del sogno. Regna ovunque il silenzio e la tranquillità, ma la notte troppo bella e di massima visibilità tiene i cuori in apprensione. « Per l'aria, buona guardia, » e il richiamo, ingrandito dall’eco, erompe nello spazio ripetuto da terrazza a terrazza, si ripercuote passando sopra tetti, cupole, calli, «campi» e canali, girando tutta la città. La popolazione rimasta, assai diminuita dall’esodo di molti, è rassegnata a qualsiasi evento. I rifugi, aumentati di numero e resi più sicuri e pratici dal Comando in Capo e dal Comune, sono sempre pronti a ricoverare in caso di allarme tutti coloro che si sentono malsicuri nelle proprie abitazioni. Mentre i due Mori di San Marco battono i dieci rintocchi, la luce vien tolta e l’ululato poderoso, lacerante di una sirena erompe nell’aria. Il movimento in Canal Grande si arresta; i vaporini si attraccano e si serrano uno contro l’altro ai più prossimi pontili d’approdo, spegnendo i fanali. mentre le gondole abbandonate, nereggiano presso le rive e in folla fra i pali di ormeggio. Non un tuffo di remi nei canali, nè il richiamo dei gondolieri; ogni segno di vita umana si è dileguato, è scomparso e la città sembra vuota e più grande in quella solitudine, in quel silenzio. In quella tranquillità fittizia, ad un tratto si percepisce la presenza di una nuova vita misteriosa, possente, nel crescente e cupo rombare dei motori aerei. Venezia è pronta a qualsiasi sacrificio e saprà contenersi in modo degno, dimostrando agli austro- — 117 —