tragliatrici accompagna le scariche dei fucili, il tuonare dei cannoni e il fragore degli shrapnels e delle granate scoppiami nello spazio aereo. E il concerto infernale aumenta sempre più. L’aereo nemico, avvolto dalla mitraglia infuocata, da densi strati di fumo che gli tolgono la visibilità, fra gli scoppi delle granate e degli shrapnels, è costretto a ritornare, girando sopra San Giorgio e dirigendosi verso il litorale. Nuovi rombi di motori lontani; altri apparecchi nemici sopraggiungono, ma da Sant’Andrea velivoli nostri ed alleati si innalzano per la caccia ai profanatori di Venezia. I nemici ad uno ad uno passano sopra la città, scagliando altre bombe, inseguiti dal tiro delle nostre artiglierie. La battaglia fra aerei e difesa continua accanita, l’uragano è al suo culmine e i boati delle bombe che scoppiano a terra, si uniscono al rombare dei cannoni eruttanti dalle bocche fiammeggianti granate e shrapnels. I velivoli nemici immersi in una bolgia infernale di fuoco e di piombo, sono costretti a ritornare mantenendosi a enorme altezza, gettando con poco danno l’ultimo carico di bombe sopra le batterie di San Nicolò di Lido, sul litorale di Alberoni e a Casa Bianca, inseguiti dal fuoco antiaereo e da velivoli nostri ed alleati. II rombare delle artiglierie si fa sempre più lontano, poi ogni rumore di guerra tace. Le sirene danno il segnale di cessato pericolo e la vita cittadina riprende col solito andirivieni nei canali, nelle calli, nei « campi », mentre i più curiosi a gruppi si recano in pellegrinaggio nei luoghi colpiti. Le località colpite da bombe incendiarie sono le seguenti : Una bomba — in Calle del Cristo a Cannaregio — rimaneva inesplosa. Una bomba — a Dorsoduro — cadeva sul tetto del Palazzo Balbi rimanendo inesplosa. Una bomba — in Corte del Tagliapietra a Santa Croce — cadeva sul tetto di una casa e poi ruzzolava nel rio di San Boldo senza esplodere. Una bomba — in Fondamenta Contarina a San Polo — cadeva sulla pubblica via senza esplodere. Una bomba — a San Marco in Calle del Ridotto — cadeva in un cortile scoppiando, con danni alle case vicine e alle vetrate. Le località colpite da bombe esplosive sono le seguenti : Una bomba — a Ca’ Foscari — sfondava il letto di una tettoia comunale. Una bomba — alla Stazione Marittima — cadeva vicino alla sottostazione elettrica danneggiandola. Una bomba — a San Marco, in Corte Coppo — cadeva nell’interno della corte danneggiando le case circostanti. Le bombe caddero in acqua nelle seguenti località : Una bomba — a Quintavalle di Castello — cadeva in acqua danneggiando le vetrate delle case, in parte frantumandole. Una bomba — in Bacino San Marco — cadeva in acqua scoppiando senza danni. Una bomba — nel Rio del Malcanton — cadeva nell’acqua senza danni. Una bomba — in canaletta Sant’Elena —- scoppiava nell’acqua senza danni. Una bomba — in Rio San Severo — scoppiava nell’acqua senza danni. Altre bombe caddero fra San Michele e Murano, in laguna, senza danni. DODICESIMA INCURSIONE AEREA NELLA SERA DEL 15 MAGGIO 1916. Nove velivoli austro-tedeschi bombardano la città di Venezia, l'Arsenale, la Stazione di Mestre, il Cavallino e Cavazuccherina, gettando 57 bombe. L’attacco ha inizio alle ore 20.58. I mesi si succedevano e Venezia dormiva da lungo tempo i sonni tranquilli, indisturbati dagli aerei nemici, dimentica dell’accanimento dell’Austria, che si supponeva placato. L’avanzarsi della buona stagione e con essa lo svolgersi delle operazioni belliche su tutti i fronti, doveva dimostrare il contrario. In quella tiepida e calma serata di Maggio, il sibilo della sirena dell’Arseiiale fa battere d’improvviso i cuori, mentre le sirene, che rispondono in coro da ogni parte della città e i colpi di cannone ad intervalli, danno il segnale che il nemico aereo s’avanza verso Venezia. Brevi istanti di confusione, richiami di vicini, delle donne nelle calli, un rinchiudersi affrettato di persiane, di porte; chi è fuori di casa s’affretta a ritornarvi, chi è lontano si mette al sicuro come meglio può e i rifugi raccolgono coloro che non si sentono troppo sicuri nelle loro abitazioni. Un rombare sinistro che s’avvicina, s’avvicina sempre più; è il nemico che viene verso la città. Il fuoco della difesa antiaerea lo accoglie con nutrite scariche e i potenti riflettori lo investono con i loro fasci luminosi. Il velivolo è sopra l’Arsenale. I cannoni della difesa s’infiammano e col loro tuonare rispondono al rombo fragoroso delle bombe che cadono scop- — 70 —