MARIA PEZZE PASCOLATO Foto Graziadei - Venezia Era nata a Venezia nel 1869. Percorse la carriera degli studi frequentando l’Università di Padova e ben presto esordì nel campo letterario, meritando premi per concorsi di prosa e poesia banditi da Riviste e periodici, affermandosi poi come scrittrice in ccStudi critici sulla Biennale Veneziana», nella fiaba sceneggiata «Cenerentola» per la musica di Wolf-Ferrari, in poesie dialettali, ecc. Ma il suo vero apostolato era quello di educatrice, e cominciò ad esercitarlo nel Casentino, a-prendo una scuola domenicale gratuita per le ragazze. Nel 1896, chiamata dal Comune di Venezia a coprire l’onorifica carica di Ispettrice delle Scuole, ritornava nella Sua città natale. A Lei si devono : il «Pro Scola» con funzioni di Patronato, la prima riforma della «Scuola Professionale Vendra-min-Corner», di cui fu preziosa Direttrice interinale nel 1899-900, Patronessa e poi Membro attivo del Consiglio Direttivo. Frattanto, passando dal campo educativo a quello sociale, Maria Pezzè Pascolato diede attuazione ad importanti opere di pubblica utilità per Venezia; fondava la «Croce Azzurra» con appositi mezzi di trasporto, apriva bar antialcoolici, intensificando la lotta contro l’alcoolismo e così pure quella contro la tubercolosi, creava il «Coro benefico» e fondava il «Circolo Filologico», insegnando nei primi anni, Ella stessa, letteratura. Fervente nazionalista ed interventista, preparata già dal lungo apostolato nel 1912 durante la guerra Italo-Turca neH’«TJfficio di collocamento e di soccorso per i sudditi italiani espulsi dalla Turchia», allo scoppiare della guerra europea la gentildonna veneziana prese parte attivissima al «Comitato di Assistenza Civile» nel quale Ella ricorse ad ogni espediente pure di far opera benefica e la più efficace propaganda di resistenza fra il popolo; nello stesso tempo fondava il «Laboratorio Municipale» per dare pane, mediante lavoro, alle donne dei richiamati e alle vedove di guerra. Durante il ripiegamento di Caporetto, quando l’Autorità Militare favorì l’esodo da Venezia della popolazione civile, Essa trasportò a Genova Formai fiorente laboratorio, rimanendo fra le sue operaie veneziane, che si erano colà stabilite con le relative famiglie, provvedendole di alloggio e vitto iti comune nel grande palazzo Museo Piantelli e Marazzi, sostenendo in tal modo il coraggio e la fede, allo scopo di tenere sempre alto il sentimento verso la Patria. Dopo la guerra ritornava a Venezia e fu calda sostenitrice dell’impresa fiumana. Quando poi la propaganda dei sovversivi cercò di minare la sicurezza della Patria, Maria Pezzè Pascolato si ergeva contro i sabotatori della nostra Vittoria, e con raro esempio di patriottismo, si metteva a capo di tutte le donne benpensanti, organizzando, durante gli scioperi, i servizi più indispensabili nelle opere di soccorso, prestandosi a compiere nel reparto chirurgico dell’Ospedale Civile i più umili mestieri. Fervente ed appassionala propagandista delle idee nazionali, fu col Fascismo dal suo sorgere, e presso il Fascismo lasciò la sua vita operosa. L’immatura perdita della Fiduciaria Provinciale dei Fasci Femminili, Prof. Maria Pezzè Pascolato, che ricopriva inoltre la carica di Commissaria straordinaria dell’O.N.M.I. per la Provincia di Venezia, fu un lutto gravissimo per il Fascismo, e nello stesso tempo lo fu per Venezia tutta, che, conscia dell’opera svolta dalla donna esemplare per la Città, per la sublime resistenza civica veneziana e per il popolo da Lei beneficato, sempre la ricorderà. — 150 —